L’indice di trasmissibilità del Covid sale a 1,86, ma l’incidenza resta molto bassa e l’impatto sugli ospedali è stabile e limitato. È il quadro che emerge dall’ultimo monitoraggio del Ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità, mentre l’Italia si avvicina alla stagione autunnale e all’avvio delle campagne vaccinali.
Al 23 settembre l’occupazione dei posti letto in area medica da parte di pazienti con infezione da SARS-CoV-2 è pari allo 0,5%, con 320 ricoverati, invariata rispetto alla settimana precedente. Stabile anche l’occupazione delle terapie intensive, allo 0,1%, con undici ricoverati.
L’Rt, calcolato sui casi con ricovero ospedaliero, è pari a 1,86, con un intervallo compreso tra 1,24 e 2,59, rispetto a 1,76 della rilevazione precedente. Il dato si accompagna però a un’incidenza inferiore a 0,5 casi ogni 100.000 abitanti, stabile rispetto alla settimana precedente. Tutte le fasce di età presentano un’incidenza pari o inferiore a un caso ogni 100.000 abitanti.
Nel periodo dal 17 al 23 settembre sono stati diagnosticati e notificati 230 casi. I dati preliminari di agosto indicano inoltre la co-circolazione di diverse varianti monitorate a livello internazionale, con una predominanza delle sequenze attribuibili a XFG. Ministero e Iss precisano tuttavia che il numero ridotto di sequenziamenti potrebbe non rappresentare pienamente la distribuzione delle varianti circolanti.
Un aumento dei casi è stato segnalato anche in Francia. Secondo i dati ministeriali riportati da Adnkronos Salute, i consulti medici per Covid sono cresciuti del 76% in una settimana. La campagna vaccinale francese partirà il 15 ottobre, in contemporanea con quella antinfluenzale.
In Italia, Gianni Rezza, professore di Malattie infettive all’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, intervistato da la Repubblica, sottolinea che SARS-CoV-2 continuerà a circolare. Per la maggior parte delle persone, osserva, l’infezione presenta oggi prevalentemente sintomi respiratori e un impatto clinico molto diverso rispetto alla fase pandemica. Resta invece maggiore l’attenzione per le persone più vulnerabili.
Sul fronte della prevenzione, Rezza indica la vaccinazione anti-Covid come particolarmente utile per i grandi anziani e per le persone con patologie di base importanti. Il richiamo alla protezione dei soggetti a rischio è coerente con l’impostazione delle precedenti raccomandazioni ministeriali, che hanno concentrato l’offerta attiva del richiamo su anziani, persone fragili, ospiti delle strutture per lungodegenti, donne in gravidanza e operatori sanitari. Epicentro
Per l’autunno resta possibile associare la vaccinazione anti-Covid a quella contro l’influenza. La campagna antinfluenzale 2026-2027 è raccomandata e offerta gratuitamente alle persone che, per età o condizioni cliniche, presentano un maggior rischio di complicanze.