L'aggiornamento dei Lea viene accolto positivamente dalle organizzazioni della sanità, ma con una richiesta comune: trasformare le nuove prestazioni garantite dal Servizio sanitario nazionale in cure realmente accessibili in tutto il Paese. Dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Dpcm e del decreto ministeriale, che introducono circa 800 tra nuovi servizi, prestazioni e terapie, il tema ora si sposta sulla capacità del Ssn di garantirne l'effettiva erogazione. Per Giuseppe Quintavalle, presidente Fiaso, si tratta di "un risultato importante per il Servizio sanitario nazionale", ma "la sfida è tradurre queste nuove opportunità in assistenza concretamente accessibile in tutto il Paese, riducendo le differenze tra i territori". Per Fiaso, aziende sanitarie e ospedaliere avranno un ruolo decisivo nel trasformare le nuove prestazioni e tecnologie in percorsi di cura efficaci e omogenei.
Dalla specialistica ambulatoriale arriva anche il richiamo di Antonio Magi, segretario generale del Sumai Assoprof. L'aggiornamento, osserva, è positivo e importante, ma pone una domanda concreta: "chi garantirà queste prestazioni ai cittadini?". Secondo Magi, l'effettività dei Lea dipende dalla possibilità di accedere alle prestazioni in tempi appropriati e indipendentemente dalla Regione di residenza. Il nodo indicato dal Sumai è anche quello del personale. Nei prossimi nove anni, sottolinea Magi, il Ssn dovrà affrontare il pensionamento di circa 55 mila medici dipendenti e di circa 8 mila specialisti ambulatoriali interni. Da qui la richiesta di nuove assunzioni e di un Ssn più attrattivo per i professionisti, insieme alla revisione del sistema delle incompatibilità per utilizzare pienamente le professionalità già disponibili. Sul tema delle risorse interviene anche Filippo Anelli, presidente della FNOMCeO, che definisce l'aggiornamento "un passo importante" ma sottolinea che allargare formalmente i diritti non significa automaticamente renderli esigibili. Per Anelli servono ulteriori investimenti nella sanità pubblica, con finanziamenti stabili e adeguati ai bisogni assistenziali. La FNOMCeO richiama inoltre le Regioni agli impegni organizzativi e finanziari necessari per l'attuazione dei nuovi Lea, chiedendo un monitoraggio per evitare che le differenze territoriali esistenti possano accentuarsi. Centrale, secondo Anelli, anche il coinvolgimento dei professionisti, che devono poter contare su personale, strumenti, tempo e organizzazione adeguati. Anelli richiama infine il tema delle tariffe dell'assistenza specialistica ambulatoriale e protesica, aggiornate con il decreto entrato in vigore il 21 settembre. L'adeguamento viene giudicato positivo, ma la FNOMCeO chiede che le tariffe siano coerenti con i costi effettivi delle prestazioni e propone un meccanismo di aggiornamento periodico basato su criteri trasparenti e sulla valutazione dei costi reali.
Dal Governo, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato sottolinea invece il valore dell'ampliamento degli screening neonatali, compreso quello per la Sma, e del nuovo screening per le mutazioni BRCA1 e BRCA2. Gemmato evidenzia inoltre l'obiettivo di "omogeneizzare" l'applicazione dei Lea sul territorio, superando le differenze storiche tra Nord e Sud.