Il Centro nazionale trapianti (Cnt) ha approvato due nuovi documenti per rendere più omogenea la gestione dei potenziali donatori di polmone e rafforzare la sicurezza delle persone che scelgono di donare un rene da vivente. I testi sono stati presentati al 49° Congresso nazionale della Società italiana dei trapianti d’organo e di tessuti (Sito), in corso a Bari.
Il documento dedicato alla gestione intensiva del potenziale candidato alla donazione di polmoni raccoglie 66 raccomandazioni cliniche e operative rivolte ad anestesisti-rianimatori, coordinamenti regionali e professionisti dei centri trapianto. Le indicazioni riguardano ventilazione e reclutamento alveolare, gestione emodinamica, aspetti infettivologici, accertamenti per valutare l'idoneità dell'organo, donazione a cuore fermo controllato e coordinamento delle équipe durante i prelievi combinati.
Il polmone, spiega il Cnt, è l'organo con il tasso di utilizzo più basso tra quelli prelevabili. La sua funzionalità può essere compromessa da alterazioni emodinamiche, infiammazione, infezioni, edema e modalità di ventilazione non appropriate. Una parte di questi danni può tuttavia essere prevenuta o trattata durante la permanenza del potenziale donatore in terapia intensiva. Le nuove indicazioni puntano quindi anche a recuperare polmoni potenzialmente utilizzabili che altrimenti potrebbero essere esclusi dal trapianto.
Il secondo documento, dedicato alla sicurezza nella donazione di rene da vivente, affronta 12 quesiti prioritari attraverso 16 proposte di raccomandazione. Le indicazioni interessano la valutazione dei rischi prima della donazione, informazione e consenso, esperienza delle équipe chirurgiche, caratteristiche anatomiche del rene e tecniche operatorie. Sono inoltre considerati disponibilità di sangue, gestione delle emergenze, prevenzione delle trombosi, sorveglianza postoperatoria e controllo del dolore. Quattordici delle 16 proposte hanno ottenuto il consenso unanime nella valutazione multidisciplinare.
Nel 2025 in Italia sono stati effettuati 144 trapianti di polmone, con un tempo medio per arrivare al trapianto di 8,7 mesi. Il tempo medio di attesa in lista, considerando anche i pazienti non trapiantati, è stato di due anni e mezzo. Nello stesso anno sono stati realizzati 2.367 trapianti di rene, 364 dei quali da donatore vivente, poco più del 15% del totale.
«Sono due documenti diversi per contenuti e destinatari, ma nascono dalla stessa esigenza: tradurre le evidenze scientifiche e l’esperienza maturata dalla Rete in criteri condivisi e concretamente applicabili», afferma Giuseppe Feltrin, direttore del Centro nazionale trapianti. Per il polmone, una gestione appropriata del donatore deceduto può migliorare la qualità di organi che rischierebbero di non essere utilizzati; nella donazione di rene da vivente, sottolinea Feltrin, ogni passaggio deve partire dalla massima tutela della persona sana che sceglie di donare.
Il documento sul polmone è stato elaborato dal Cnt con Sito e Siaarti. Quello sul rene è stato condiviso anche con Società italiana di chirurgia, Società italiana di nefrologia e Società italiana di urologia. Il Cnt ha avviato la diffusione delle raccomandazioni sul polmone presso coordinamenti regionali, centri trapianto e terapie intensive e organizzerà webinar dedicati. Il documento sul rene sarà invece sottoposto all’Istituto superiore di sanità nell'iter per l'elaborazione delle Raccomandazioni di buona pratica clinico-assistenziale.