Farmaci
Mieloma multiplo
09/06/2026

Mieloma multiplo, approvata in Ue la formulazione sottocutanea di isatuximab

L'approvazione copre tutte le indicazioni già autorizzate per la formulazione endovenosa. È la prima terapia antitumorale attraverso un iniettore indossabile automatizzato

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La Commissione europea ha approvato isatuximab di Sanofi in formulazione sottocutanea in combinazione con regimi standard di cura per il trattamento del mieloma multiplo in tutte le indicazioni già autorizzate per la formulazione endovenosa. Isatuximab SC è la prima terapia antitumorale nell'UE somministrabile attraverso un iniettore indossabile automatizzato (on-body injector, OBI), il dispositivo CirCLIQ® di Enable Injections, ed è il primo anticorpo monoclonale anti-CD38 disponibile in questa modalità, con la possibilità di somministrazione sia in ambito ambulatoriale sia a domicilio del paziente.

Isatuximab IV è attualmente approvato nell'UE in quattro indicazioni: in combinazione con bortezomib, lenalidomide e desametasone nel mieloma multiplo di nuova diagnosi non eleggibile al trapianto (NDMM-TI) e in quello eleggibile al trapianto (NDMM-TE); in combinazione con pomalidomide e desametasone (Pd) o con carfilzomib e desametasone nel mieloma multiplo recidivato e/o refrattario (MM R/R). L'approvazione della formulazione SC estende tutte queste indicazioni alla nuova via di somministrazione.

«Il mieloma multiplo è sempre più una malattia cronica, con trattamenti ripetuti che pesano sulla quotidianità di pazienti e famiglie e sulle strutture ospedaliere. L'iniettore indossabile consente di mantenere l'efficacia clinica di isatuximab, alleggerendo il carico logistico per pazienti, caregiver e team di cura, con la flessibilità di somministrazione anche fuori dall'ospedale» affermaElena Zamagni, Professoressa Associata di Ematologia, Università di Bologna; IRCCS Policlinico Sant'Orsola.

L'approvazione si basa principalmente sullo studio registrativo di fase 3 IRAKLIA che ha valutato la non inferiorità di isatuximab SC tramite OBI rispetto a isatuximab IV in combinazione con Pd in pazienti con MM R/R con almeno una linea di trattamento precedente. Isatuximab SC ha mostrato un ORR del 71,1% rispetto al 70,5% con la formulazione IV, stabilendo la non inferiorità. Le reazioni sistemiche all'infusione si sono verificate nel 25% dei pazienti con formulazione IV e nell'1,5% con formulazione SC. Le reazioni locali nel sito di iniezione sono state rare (0,4% delle somministrazioni), quasi tutte di grado 1. La durata mediana dell'iniezione è risultata di 13 minuti, identica in setting ospedaliero e domiciliare.

Sul piano della preferenza del paziente, lo studio IZALCO di fase 2 ha documentato che il 74,5% dei pazienti, dopo aver sperimentato entrambe le modalità, ha preferito l'OBI rispetto all'iniezione manuale, contro il 17% che ha preferito l'iniezione manuale. Nello studio IRAKLIA, il 70% dei pazienti trattati con OBI si è dichiarato soddisfatto o molto soddisfatto rispetto al 53,4% nel braccio IV.

«Lo studio IRAKLIA ha dimostrato la non inferiorità della formulazione SC con l'OBI rispetto a quella endovenosa, con un profilo di sicurezza in linea con gli studi precedenti e una riduzione delle reazioni da infusione. L'esperienza clinica ha evidenziato come CirCLIQ® semplifichi notevolmente il processo di somministrazione, consentendo di dedicare più tempo all'assistenza personalizzata e al monitoraggio clinico» spiega Claudio Cerchione dell’IRCCS Istituto Scientifico Romagnolo per lo Studio dei Tumori.

L'introduzione dell'OBI nel trattamento del mieloma multiplo modifica concretamente il profilo logistico della terapia in una patologia che richiede trattamenti prolungati e ripetuti. La possibilità di somministrazione domiciliare può quindi ridurre il numero di accessi ospedalieri, alleggerire il burden assistenziale sui centri ematologici e migliorare la qualità di vita di pazienti e caregiver, senza compromettere efficacia e sicurezza. I dati di preferenza documentati negli studi supportano un'aderenza al trattamento potenzialmente superiore rispetto alla somministrazione endovenosa.

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