La solitudine negli anziani è associata a un aumento del rischio di demenza e mortalità, in assenza di una strategia nazionale dedicata. Il tema è stato evidenziato dall’Associazione Italiana di Psicogeriatria (AIP) in occasione del 26° Congresso nazionale, svoltosi a Padova dal 26 al 28 marzo 2026.
Secondo i dati Eurostat riportati nel comunicato, il 14% degli anziani in Italia dichiara di non avere nessuno a cui chiedere aiuto e il 12% di non avere persone con cui confidarsi, valori circa doppi rispetto alla media europea (6,1%).
AIP segnala che la solitudine rappresenta un fattore associato a esiti clinici rilevanti: è collegata a un aumento del 50% del rischio di demenza e del 30% della mortalità precoce ed è considerata tra i fattori modificabili del deterioramento cognitivo.
Il comunicato evidenzia inoltre che le persone in condizioni di isolamento sociale ricorrono più frequentemente ai servizi sanitari, con un impatto sul sistema assistenziale.
“Otto Paesi occidentali hanno già attivato piani nazionali contro la solitudine, mentre in Italia siamo ancora fermi all’attuazione concreta delle norme”, ha dichiarato Diego De Leo, presidente AIP.
Il tema della solitudine e dei suoi effetti clinici sarà tra gli argomenti al centro del congresso, che riunirà oltre 600 specialisti tra geriatri, psichiatri, neurologi e operatori sanitari.