L’Istituto superiore di sanità avvia lo studio “Fibra” per approfondire il rapporto tra fibromialgia, ansia e depressione. L’iniziativa prende il via in occasione della Giornata mondiale della fibromialgia che si celebra il 12 maggio ed è promossa dal Centro di riferimento per le scienze comportamentali e la salute mentale dell’Iss, in collaborazione con il Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute e con Fondazione Isal.
Lo studio coinvolgerà persone con diagnosi di fibromialgia e loro familiari con l’obiettivo di raccogliere esperienze e informazioni sul benessere psicologico, sulle difficoltà nel percorso di cura e sui fattori che possono ostacolare o favorire il trattamento di ansia e depressione.
La fibromialgia è una condizione cronica caratterizzata da dolore diffuso, stanchezza persistente e disturbi del sonno. Secondo quanto riportato dall’Iss, colpisce dal 2% al 4% della popolazione dei Paesi occidentali, soprattutto le donne.
L’Iss sottolinea inoltre che circa il 43% delle persone con fibromialgia presenta sintomi depressivi e circa il 30% disturbi d’ansia di interesse clinico. La presenza di depressione e ansia, spiegano i ricercatori, si associa a ridotta funzionalità, maggiore intensità del dolore e peggioramento della qualità della vita.
Per partecipare allo studio o ricevere informazioni è possibile scrivere all’indirizzo studiofibra@iss.it. Le persone con diagnosi di fibromialgia saranno coinvolte dopo una breve intervista telefonica preliminare con un esperto di Fondazione Isal per verificare i criteri di inclusione previsti dal protocollo. I familiari parteciperanno invece a gruppi di discussione separati.
Il primo focus group in presenza è previsto il 19 giugno 2026 presso la sede dell’Iss a Roma. Successivamente saranno organizzati altri incontri in diverse città italiane. Gli incontri si svolgeranno prevalentemente in presenza, con possibilità di sessioni online in alcuni casi.
“Condividere la propria esperienza aiuterà la ricerca a comprendere meglio i bisogni delle persone con fibromialgia per fornire indicazioni utili allo sviluppo di servizi e percorsi di cura più efficaci e accessibili”, ha dichiarato Virgilia Toccaceli, responsabile scientifica del progetto presso il Centro di riferimento per le scienze comportamentali e la salute mentale dell’Iss.