L’infrasuono, definito come un’onda acustica con frequenza inferiore a 20 Hz, rientra in un intervallo generalmente impercettibile per l’orecchio umano. Alcune specie animali sono invece in grado di rilevarlo e mostrano comportamenti di avversione, alimentando l’ipotesi che possa agire come inquinante antropogenico con potenziali effetti avversi. Studi recenti suggeriscono che anche gli esseri umani possano reagire all’infrasuono pur senza percepirlo consapevolmente. In questo contesto si inserisce il presente lavoro, volto a esplorare l’impatto non uditivo dell’infrasuono sul tono dell’umore e sulla risposta allo stress.
Lo studio ha coinvolto 36 partecipanti esposti a musica calmante o inquietante, con o senza la presenza di un’infrasuono di circa 18 Hz, secondo un disegno sperimentale 2 × 2 tra soggetti. Le misure soggettive sono state raccolte immediatamente dopo l’esposizione, mentre campioni di saliva prelevati subito prima e 20 minuti dopo l’inizio dello stimolo sono stati analizzati per la determinazione del cortisolo.
I partecipanti non hanno rilevato la presenza dell’infrasuono in misura superiore al caso (p = 0,241). Tuttavia, l’esposizione all’infrasuono è risultata associata a un incremento significativo del cortisolo salivare (p = 0,022, rrb = 0,390) e a livelli più elevati di irritabilità auto-riferita (p = 0,049, η² = 0,096), disinteresse (p = 0,044, η² = 0,121; p = 0,047, η² = 0,118) e valutazione di tristezza (p = 0,002, η² = 0,253), indipendentemente dal tipo di musica ascoltata e in assenza di effetti legati alle aspettative. Un’analisi tramite random forest ha inoltre identificato interesse, irritabilità, valutazione di tristezza e cortisolo come predittori rilevanti dell’esposizione all’infrasuono.
In assenza di percezione uditiva e senza influenze legate all’aspettativa, l’infrasuono si associa dunque a un aumento del cortisolo e a una più marcata negatività dell’esperienza soggettiva. Questi risultati si collocano in continuità con quanto osservato negli studi sugli animali e suggeriscono che l’infrasuono possa rappresentare un irritante ambientale anche per l’uomo, contribuendo a un peggioramento del tono affettivo e della risposta allo stress.
Front. Behav. Neurosci., 27 April 2026, vol. 20.
https://www.frontiersin.org/journals/behavioral-neuroscience/articles/10.3389/fnbeh.2026.1729876/full