Per il trattamento dell’insonnia cronica nell’adulto, la terapia cognitivo-comportamentale per l’insonnia (CBT-I) resta l’opzione di prima linea. L’associazione tra CBT-I e farmaci può però offrire benefici rispetto al solo trattamento farmacologico in alcuni pazienti. È quanto indicano le nuove linee guida cliniche dell’American Academy of Sleep Medicine (AASM), pubblicate sul Journal of Clinical Sleep Medicine.
Il documento affronta il tema dell’uso combinato di approcci comportamentali-psicologici e terapia farmacologica nel disturbo da insonnia cronica, una condizione che interessa circa il 10-15% degli adulti ed è frequente sia nelle cure primarie sia nei centri specialistici del sonno.
Secondo gli estensori, le precedenti linee guida AASM del 2017 e del 2021 avevano raccomandato terapia farmacologica e CBT-I come opzioni individuali, senza però valutare in modo specifico se la combinazione dei due trattamenti producesse risultati migliori rispetto ai singoli approcci.
Sulla base delle evidenze disponibili, le nuove raccomandazioni formulano due indicazioni condizionali, con basso livello di certezza delle prove.
La prima suggerisce l’uso della terapia combinata (CBT-I più farmaco) rispetto al solo farmaco, alla luce di miglioramenti ritenuti significativi in alcuni parametri del sonno, tra cui in particolare il tempo totale di sonno.
La seconda suggerisce invece di non preferire la terapia combinata rispetto alla sola CBT-I, poiché il trattamento comportamentale da solo produce spesso benefici rilevanti e duraturi senza i rischi aggiuntivi legati alla farmacoterapia.
“L’analisi suggerisce che la CBT-I da sola è il trattamento di prima linea più efficace per l’insonnia”, ha dichiarato Daniel J. Buysse, autore principale delle linee guida e docente all’Università di Pittsburgh. “L’uso di farmaci insieme alla CBT-I può fornire un beneficio modesto per alcuni esiti specifici, come il tempo totale di sonno”.
Le raccomandazioni sottolineano l’importanza di una decisione condivisa tra medico e paziente, tenendo conto di valori individuali, obiettivi terapeutici e preferenze nella scelta della strategia di cura.