Europa e Mondo
Alimentazione
25/02/2026

Pesce e mercurio, Efsa: consumo diffuso ma conoscenza dei rischi ancora limitata

Un'indagine europea analizza quanto spesso i cittadini consumano specie ittiche a rischio di contaminazione da mercurio e quanto conoscono i limiti consigliati

pesci-mercurio

Un nuovo studio dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) esamina il consumo di pesce e frutti di mare potenzialmente contaminati da mercurio nei Paesi dell’Unione europea (Ue) e il livello di conoscenza delle raccomandazioni dietetiche nazionali. L’indagine, richiesta dalla Commissione europea, confronta i dati prima e dopo l’aggiornamento delle linee guida in alcuni Stati membri, evidenziando differenze tra popolazione generale e donne in gravidanza, categorie particolarmente sensibili all’esposizione al metilmercurio.

Un’indagine europea sul consumo di specie ittiche a rischio

La ricerca si basa su due sondaggi condotti in tutta l’Ue, oltre che in Islanda e Norvegia. Il primo è stato realizzato tra aprile e maggio 2023 in tutti i 27 Stati membri; il secondo ha coinvolto 10 Paesi che avevano aggiornato le raccomandazioni sul consumo di pesce e frutti di mare contenenti mercurio, affiancati da altri cinque Paesi senza aggiornamenti, per consentire un confronto.
Tra gli intervistati è stata inclusa una quota più ampia di donne in gravidanza o in allattamento, considerate la fascia più vulnerabile all’esposizione al mercurio, pur beneficiando dei nutrienti essenziali forniti dal consumo di prodotti ittici.

Frequenza di consumo: dati e criticità interpretative

Secondo i risultati, il 60% degli intervistati nei 29 Paesi analizzati dichiara di consumare pesce e frutti di mare. Tra questi consumatori, circa un terzo riferisce di assumere specie con livelli più elevati di mercurio tre o più volte a settimana: il 34% tra adolescenti e adulti e il 33% tra le donne in gravidanza.

Efsa invita tuttavia a interpretare i dati con cautela, sottolineando possibili limiti di rappresentatività dei sondaggi e la necessità di ulteriori approfondimenti per valutare l’effettiva esposizione alimentare al contaminante.
Le specie maggiormente associate all’accumulo di mercurio sono i grandi pesci predatori, come squalo, pesce spada e tonno (soprattutto rosso e obeso), nei quali il metallo si concentra lungo la catena alimentare.

Raccomandazioni dietetiche sul mercurio: quante porzioni a settimana

La maggior parte delle autorità sanitarie nazionali europee raccomanda di limitare il consumo delle specie con i livelli più elevati di mercurio (fino a 1,0 mg/kg) a non più di 1-2 porzioni settimanali. Per specie con livelli inferiori (0,5 mg/kg o 0,3 mg/kg), le linee guida indicano generalmente 3-4 porzioni a settimana.
Per le donne in gravidanza è spesso consigliato sostituire i grandi pesci predatori con specie più piccole, caratterizzate da una minore concentrazione di mercurio, al fine di ridurre l’esposizione fetale senza rinunciare ai benefici nutrizionali del pesce.

Benefici nutrizionali e rischi da metilmercurio

Il consumo di pesce e frutti di mare apporta benefici rilevanti per la salute, tra cui lo sviluppo delle funzioni cognitive e immunitarie nell’infanzia e la riduzione del rischio di malattie cardiovascolari nell’età adulta. Tuttavia, l’esposizione al metilmercurio (la forma più tossica del mercurio) è associata a possibili effetti sullo sviluppo cerebrale e neurologico del feto e dei bambini piccoli.

Le precedenti valutazioni scientifiche dell’Efsa costituiscono la base per le linee guida dietetiche nazionali, mirate a massimizzare i benefici nutrizionali del consumo di prodotti ittici mantenendo l’esposizione al contaminante ai livelli più bassi possibili.

Consapevolezza dei consumatori: benefici noti, rischi meno percepiti

Per la prima volta l’Efsa ha applicato metodologie delle scienze sociali per valutare la conoscenza dei consumatori riguardo a benefici e rischi legati al consumo di pesce. I risultati mostrano che circa 5 consumatori su 10 conoscono i benefici per la salute, mentre solo circa 1 su 10 è consapevole dei rischi, nonostante il mercurio sia il contaminante più noto associato ai prodotti ittici.

Il sondaggio evidenzia inoltre che, nelle scelte alimentari, fattori come gusto, costo e percezione di una dieta sana incidono spesso più delle raccomandazioni ufficiali, confermando un divario tra dichiarazioni e comportamenti effettivi.

Differenze tra Paesi e supporto alle politiche sanitarie

Il rapporto segnala differenze importanti tra Stati membri e tra gruppi di popolazione, sia in termini di frequenza di consumo sia di conoscenza delle linee guida. Tali evidenze, insieme alle strategie di comunicazione suggerite dallo studio, potranno supportare le autorità sanitarie nazionali nel migliorare l’informazione ai cittadini su benefici e rischi legati al consumo di pesce e frutti di mare in relazione alla contaminazione da mercurio.

https://www.efsa.europa.eu/it/news/fish-and-seafood-consumption-eu-awareness-dietary-advice-mercury 

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