Clinica
Epatologia
25/02/2026

Berberina e metabolismo, un nuovo trial clinico chiarisce effetti e limiti del trattamento

Nonostante il crescente utilizzo nella pratica quotidiana, soprattutto per il suo potenziale impatto sul profilo lipidico e sulla resistenza insulinica, rimangono poco chiari i suoi effetti sul tessuto adiposo viscerale

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La berberina continua a essere al centro dell’interesse clinico come possibile opzione terapeutica per i disturbi metabolici. Nonostante il crescente utilizzo nella pratica quotidiana, soprattutto per il suo potenziale impatto sul profilo lipidico e sulla resistenza insulinica, rimangono poco chiari i suoi effetti sul tessuto adiposo viscerale (VAT) e sul contenuto di grasso epatico, due elementi chiave nella progressione della malattia metabolica e della steatosi epatica.

Un nuovo studio multicentrico, randomizzato e in doppio cieco, condotto in 11 ospedali cinesi tra luglio e dicembre 2023, ha cercato di rispondere a questo interrogativo. Il trial ha arruolato individui con obesità e malattia epatica steatosica associata a disfunzione metabolica (MASLD), tutti privi di diabete, con un follow-up di sei mesi. I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a un trattamento con berberina orale alla dose di 1 g al giorno oppure a un placebo identico per aspetto.

L’obiettivo principale era valutare la variazione percentuale dell’area del tessuto adiposo viscerale e la variazione assoluta del contenuto di grasso epatico, misurati tramite tomografia computerizzata. Sono stati inoltre analizzati parametri glicemici, lipidici e infiammatori, seguendo il principio dell’intention-to-treat.

Complessivamente, 337 partecipanti sono stati randomizzati, con un’età media di 41,8 anni e una prevalenza maschile del 65,6%. L’aderenza al trattamento è risultata elevata e sovrapponibile nei due gruppi. I risultati hanno mostrato l’assenza di differenze significative tra berberina e placebo nella riduzione dell’area del VAT, con una variazione relativa dell’1,4%, né nel contenuto di grasso epatico, con una variazione dello 0,9%.

Nonostante l’assenza di un impatto sul grasso viscerale ed epatico, la berberina ha determinato riduzioni più marcate del colesterolo LDL, dell’apolipoproteina B e della proteina C-reattiva ad alta sensibilità rispetto al placebo. Questi effetti, pur non estendendosi ad altri parametri metabolici secondari, suggeriscono un potenziale beneficio sul rischio cardiovascolare, particolarmente evidente nei soggetti con livelli basali più elevati di infiammazione sistemica. L’incidenza degli eventi avversi è risultata simile nei due gruppi, confermando un profilo di sicurezza favorevole.

In conclusione, il trattamento con berberina per sei mesi, alla dose di 1 g al giorno, si è dimostrato sicuro ma non efficace nel ridurre il tessuto adiposo viscerale o il grasso epatico in individui con obesità e MASLD senza diabete. Rimane tuttavia evidente un effetto favorevole su alcuni marcatori lipidici e infiammatori, che potrebbe orientare future ricerche verso sottogruppi di pazienti più responsivi o verso combinazioni terapeutiche mirate.

JAMA Netw Open. 2026 Jan 2;9(1):e2554152. doi: 10.1001/jamanetworkopen.2025.54152.

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/41543854/ 

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