L’Associazione Italiana di Oncologia Medica ha rappresentato, per molte e molti di noi, non solo una società scientifica ma una vera casa professionale. Un luogo di crescita, confronto e identità, capace di accompagnare intere generazioni di oncologi lungo il loro percorso umano e professionale. È da questa consapevolezza, maturata negli anni di impegno associativo a livello regionale e nazionale, che nasce la mia visione per una futura presidenza AIOM: un’AIOM sempre più unita, inclusiva e capace di anticipare le sfide dell’oncologia contemporanea. Il programma che ho proposto non è stato frutto di un’elaborazione individuale, ma di un lungo e autentico processo di ascolto. Un confronto corale con colleghe e colleghi di tutta Italia, che ha dato vita a una piattaforma di idee, bisogni e proposte concrete. Da qui prende forma una visione condivisa, che mette al centro le persone: i professionisti, i pazienti e la società.
Prendersi cura degli oncologi significa prendersi cura dell’oncologia. Il benessere professionale, la tutela del tempo medico, la riduzione del carico burocratico e il potenziamento degli organici sono condizioni indispensabili per garantire qualità e sicurezza delle cure e a tal fine è importante continuare a essere una voce autorevole nel riconoscimento istituzionale del ruolo dell’oncologo e nella promozione di modelli organizzativi più sostenibili.
Ridurre le disuguaglianze (di genere, generazionali, territoriali, sociali e culturali) è una responsabilità scientifica ed etica. Una società scientifica moderna deve essere aperta, rappresentativa e partecipativa, capace di valorizzare le diversità come risorsa e non come ostacolo.
I giovani oncologi sono il futuro della nostra disciplina. Mentoring strutturato, orientamento professionale, borse di studio e fellowship nazionali e internazionali devono diventare strumenti centrali di una strategia che punti a trattenere talento, motivazione e competenze. Accanto alla formazione scientifica, è essenziale investire sulle competenze trasversali: comunicazione, leadership, gestione dello stress, decision making.
Sostenere la ricerca indipendente, semplificare i processi, creare un vero network nazionale e dialogare in modo strutturato con le istituzioni sono passaggi chiave per rendere l’Italia sempre più competitiva e attrattiva. Digitalizzazione, intelligenza artificiale e reti cliniche collaborative devono essere strumenti al servizio dell’equità di accesso alle cure e dell’appropriatezza.
Prevenzione, medicina narrativa e approccio One Health rappresentano i pilastri di una visione integrata della salute che va oltre la malattia. E’ indispensabile continuare a rafforzare il dialogo con le associazioni di pazienti e con le altre società scientifiche, promuovendo un’alleanza interdisciplinare autentica.
Rafforzare i gruppi regionali, uniformare i PDTA, costruire reti oncologiche solide ed omogenee che si basino sulle competenze ed istituire momenti strutturati di confronto, come gli Stati Generali di AIOM, significa dare concretezza a un’oncologia di prossimità, realmente vicina ai bisogni delle persone.
Costruire il futuro di AIOM significa farlo insieme. Con ascolto, visione e responsabilità. Per i pazienti, per i professionisti, per la nostra comunità scientifica.