Un’allerta internazionale sui prodotti per lattanti potenzialmente contaminati dalla tossina cereulide è stata diffusa attraverso il sistema EWRS della Commissione europea e rilanciata dal Ministero della Salute. La circolare segnala il richiamo di specifici lotti di formule per lattanti, già avviato dalle aziende coinvolte, con prodotti distribuiti anche sul territorio italiano.
Secondo quanto riportato dal Ministero, sulla base delle informazioni attualmente disponibili l’evento sarebbe riconducibile all’impiego di olio di acido arachidonico contaminato, importato dalla Cina e utilizzato nella produzione di acidi grassi polinsaturi in uno stabilimento situato in Svizzera. Tali ingredienti sarebbero stati successivamente impiegati nella produzione di formule per lattanti in diversi stabilimenti europei. La nota avverte inoltre che la materia prima in questione potrebbe essere stata utilizzata anche da altri marchi per formulazioni destinate ai lattanti.
Il Ministero precisa che al momento non risultano produttori italiani coinvolti nella produzione, ma che la distribuzione dei prodotti interessati è avvenuta anche in Italia. I richiami dei lotti sono stati già effettuati e pubblicati sul sito istituzionale. Sul piano clinico, viene segnalato che in Francia, allo stato attuale, non risultano casi confermati attribuibili al consumo dei prodotti in oggetto, anche se sono in corso approfondimenti su alcuni eventi segnalati.
Pur in assenza di casi accertati di intossicazione da cereulide, la circolare fornisce indicazioni operative per mantenere elevata l’attenzione sanitaria, considerando la particolare vulnerabilità della popolazione infantile e l’assenza di una dose sicura definita. In caso di comparsa di sintomi compatibili, quali diarrea con crampi addominali e/o nausea e vomito entro una-sei ore dall’assunzione, il Ministero raccomanda una consultazione medica immediata, la sospensione del prodotto sospetto e l’avvio delle opportune indagini alimentari.
La nota richiama inoltre la necessità di una sorveglianza attiva da parte degli operatori sanitari e della segnalazione dei casi sospetti, ricordando che l’infezione o tossinfezione alimentare da Bacillus cereus non rientra tra le patologie a generazione automatica di allerta. Dal punto di vista diagnostico, viene evidenziato che nei prodotti alimentari a rischio è stata rilevata la sola tossina cereulide, in assenza di isolamento del microrganismo, quadro compatibile con un’intossicazione di tipo emetico sostenuta da tossina preformata e termostabile. In questo contesto, la ricerca della cereulide nei campioni alimentari sospetti rappresenta l’elemento diagnostico di maggiore rilevanza.