Presentati nuovi dati sul ruolo del microbiota intestinale nella prevenzione e gestione delle malattie epatiche. Lo ha riferito la Società Italiana di Nutrizione Clinica e Metabolismo (SINuC) durante il congresso congiunto SINuC–AISF 2025, sottolineando il contributo di specifici ceppi batterici nel mantenimento della funzionalità del fegato.
Secondo la relazione del prof. Maurizio Muscaritoli, presidente SINuC, quattro microrganismi — Lactobacillus plantarum, Akkermansia muciniphila, Faecalibacterium prausnitzii e L. rhamnosus GG — mostrano una potenziale azione protettiva nei confronti dell’infiammazione e della steatosi epatica.
Gli studi presentati evidenziano come il microbiota possa modulare la risposta immunitaria e il metabolismo lipidico, agendo sui meccanismi di detossificazione epatica e sulla permeabilità intestinale. La correlazione è stata documentata attraverso analisi metabolomiche e studi osservazionali condotti su pazienti con steatoepatite non alcolica (NAFLD).
Per Muscaritoli, l’obiettivo è sviluppare interventi nutrizionali personalizzati basati sul profilo del microbiota individuale: “La nutrizione clinica entra pienamente nella medicina di precisione, con strategie mirate per ripristinare l’equilibrio del microbiota e sostenere la salute del fegato”.
I dati, pubblicati su Heliyon Life (DOI: 10.1016/j.hlife.2025.01.001), confermano il crescente interesse verso probiotici e postbiotici come strumenti di prevenzione integrata nelle patologie metaboliche e infiammatorie.