I casi gravi di listeriosi sono in aumento in Europa, secondo il nuovo EU One Health Zoonoses Report 2024 pubblicato il 9 dicembre 2025 da European Food Safety Authority (EFSA) ed European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC). Nel 2024 Listeria monocytogenes ha causato la quota più elevata di ricoveri ospedalieri e decessi tra tutte le infezioni di origine alimentare segnalate nell’Unione europea.
Il report indica che circa sette persone su dieci tra quelle infettate hanno richiesto il ricovero ospedaliero e che una persona su dodici è deceduta, rendendo la listeriosi la patologia a maggiore severità clinica nel panorama delle zoonosi alimentari, pur restando una malattia relativamente rara.
Secondo EFSA ed ECDC, il trend in crescita osservato negli ultimi anni potrebbe essere legato a diversi fattori concomitanti: l’invecchiamento della popolazione europea, l’aumento del consumo di alimenti pronti al consumo (ready-to-eat) e pratiche non corrette di manipolazione e conservazione domestica degli alimenti.
Sul fronte della contaminazione degli alimenti, i dati mostrano che i livelli di Listeria monocytogenes restano complessivamente bassi. Nei prodotti ready-to-eat la percentuale di campioni oltre i limiti di sicurezza previsti dalla normativa UE varia dallo 0% al 3%, con i salumi fermentati come categoria più frequentemente interessata.
«Anche se la contaminazione è rara, la Listeria può causare malattie gravi, ed è per questo una delle principali minacce di origine alimentare che monitoriamo», ha dichiarato Ole Heuer, responsabile dell’unità One Health Related Diseases dell’ECDC, sottolineando che la protezione dei soggetti più fragili richiede un rafforzamento della sorveglianza, standard elevati di produzione alimentare e adeguate misure preventive a domicilio.
Il report richiama l’attenzione sui gruppi maggiormente vulnerabili, tra cui anziani, donne in gravidanza e persone immunodepresse, per i quali il rischio di forme complicate è più elevato. A questi soggetti viene raccomandato di evitare alimenti ad alto rischio come prodotti pronti al consumo refrigerati, latte non pastorizzato e formaggi molli ottenuti da latte crudo.
Oltre alla listeriosi, rimangono molto diffuse le infezioni da Campylobacter e Salmonella, con pollame e uova come principali fonti. Il rapporto segnala un incremento dei focolai di Salmonella negli allevamenti di polli e tacchini nell’ultimo decennio e rileva che solo 14 Stati membri UE hanno raggiunto pienamente gli obiettivi di riduzione previsti dalla normativa europea, evidenziando la necessità di un controllo continuativo lungo tutta la filiera secondo l’approccio One Health.
Sul versante preventivo, EFSA ed ECDC ribadiscono alcune misure chiave per la riduzione del rischio domestico: mantenere il frigorifero a 5 °C o meno, consumare gli alimenti entro la data di scadenza, cuocere accuratamente carne e pollame, lavare mani e superfici dopo il contatto con cibi crudi e separare i prodotti crudi da quelli cotti.