Quasi un caso di intossicazione pediatrica su due riguarda bambini sotto i sei anni: il 44% delle esposizioni registrate a livello nazionale coinvolge questa fascia d’età. È quanto emerge dai dati dei Centri antiveleni italiani, presentati durante il convegno “Intossicazioni acute in età pediatrica”, svolto il 2 dicembre presso l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma con il patrocinio della Società italiana di tossicologia (Sitox).
Le sostanze più frequentemente implicate sono detersivi e detergenti per la casa, seguiti da combustibili, deodoranti per ambienti e prodotti per il bricolage. Molti episodi comportano ingestione o contatto con quantità limitate e non determinano quadri clinici gravi, ma non mancano situazioni ad alto rischio, soprattutto quando sono coinvolte sostanze caustiche, farmaci lasciati incustoditi, morsi o punture di animali e, più raramente, funghi tossici o sostanze da abuso.
Un contributo centrale alla gestione dei casi arriva dal Centro antiveleni pediatrico del Bambino Gesù, che gestisce annualmente tra 8.000 e 10.000 consulenze telefoniche e circa 600 accessi clinici. Le intossicazioni più frequenti riguardano l’ingestione accidentale di farmaci presenti nell’abitazione, sia pediatrici sia destinati ad altri membri della famiglia, seguite dalle esposizioni a prodotti domestici, cosmetici, sostanze industriali, fauna e funghi. Secondo gli specialisti, il contatto tempestivo con i centri antiveleni permette spesso di evitare accessi impropri al pronto soccorso e, nei casi complessi, di garantire un percorso di cura immediato e mirato.
«La varietà delle esposizioni che coinvolgono i bambini è molto ampia», spiega Marco Marano, responsabile del Centro antiveleni pediatrico del Bambino Gesù e membro della Sitox. «Una corretta conservazione dei prodotti potenzialmente pericolosi e una maggiore consapevolezza dei rischi domestici possono ridurre in modo significativo gli incidenti».
Il quadro epidemiologico emerso al convegno conferma la necessità di un coordinamento strutturato tra centri antiveleni, pronto soccorso, pediatri e servizi territoriali, accompagnato da attività formative continue per gli operatori sanitari.
La Sitox richiama alcune misure di prevenzione rivolte alle famiglie: conservare farmaci e prodotti chimici in alto e in luoghi chiusi; non assumere medicinali davanti ai bambini; richiudere sempre i tappi di sicurezza; evitare di definire vitamine o integratori come “medicine”; tenere detergenti e cosmetici lontani da alimenti; non indurre mai il vomito dopo ingestione accidentale; contattare immediatamente i centri antiveleni anche in caso di dubbio; monitorare periodicamente la presenza di oggetti o sostanze potenzialmente pericolosi in casa; evitare confezioni attrattive con colori o forme assimilabili a giochi o caramelle.