Registrato un raddoppio dei casi di diabete di tipo 2 in età pediatrica nell’arco di tre anni. È quanto segnala l’IRCCS Meyer di Firenze in occasione della Giornata Mondiale del Diabete, evidenziando un incremento in una patologia che fino a pochi anni fa era considerata eccezionale nei bambini e negli adolescenti. L’ospedale indica come fattori favorenti la sedentarietà crescente e la difficoltà nel compiere scelte alimentari sane.
Secondo i dati forniti, la diabetologia del Meyer segue attualmente 1.400 pazienti da zero a diciotto anni, di cui circa 800 con diabete di tipo 1. I bambini e ragazzi in cura per diabete di tipo 2 sono 50, un numero che, secondo il responsabile facente funzione della struttura, è aumentato rapidamente negli ultimi anni. “I numeri di nuovi casi sono raddoppiati in soli tre anni”, afferma il dottor Lenzi, che definisce il fenomeno “un’emergenza nell’emergenza”.
Sul fronte del diabete di tipo 1, il Meyer segnala l’avvio di una nuova opzione terapeutica. Sono già due i pazienti trattati con teplizumab, un anticorpo monoclonale che consente di ritardare l’insorgenza della malattia agendo sul sistema immunitario e rallentando la distruzione delle cellule beta pancreatiche. La struttura monitora circa 80 bambini a rischio, individuati attraverso un database storico di oltre 100 pazienti con autoanticorpi positivi. Da questa casistica vengono selezionati i soggetti che rispondono ai criteri per il trattamento.
Il Meyer richiama anche l’importanza degli interventi educativi e della prevenzione nella gestione del diabete pediatrico. Negli ultimi cinque anni sono 6.000 gli insegnanti formati alla gestione degli alunni con diabete, con 450 iscritti all’ultimo corso. Ogni anno oltre 150 bambini e ragazzi partecipano ai campi scuola attivati dalla Regione Toscana, in programmi che coinvolgono talvolta l’intera famiglia. Nel corso dell’ultimo anno sono stati organizzati dieci campi sul territorio regionale, con attività modulare per i più piccoli, gli adolescenti e i preadolescenti.
Il comunicato ricorda infine l’importanza del riconoscimento precoce del diabete mellito di tipo 1, la malattia cronica più frequente in età pediatrica. Tra i sintomi iniziali figurano poliuria, polidipsia, enuresi, polifagia con perdita di peso, stanchezza e riduzione dell’energia. Nei bambini più piccoli può comparire la scarsa tenuta del pannolino, la sete intensa e l’arresto della crescita. Il Meyer sottolinea che, in presenza di questi segnali, è necessario intervenire tempestivamente per evitare l’evoluzione verso la chetoacidosi.