Aumenta la prevalenza globale dell’ipertensione in età pediatrica. La nuova meta-analisi pubblicata su Lancet Child & Adolescent Health indica un valore del 4,28% con rilevazioni in ambulatorio e del 6,67% con misurazioni combinate in ambulatorio e fuori ambulatorio, a conferma del rialzo rispetto alle stime precedenti. I dati derivano da uno studio che ha aggiornato e ampliato le analisi del 2019 e del 2025.
Secondo quanto riportato da MedPage Today, le misurazioni in ambulatorio su almeno tre occasioni hanno fornito una stima del 4,28% nei soggetti fino a diciannove anni, sulla base di 81 studi. Il valore del 2019 era pari al 4%, mentre un’ulteriore meta-analisi pubblicata quest’anno aveva indicato una prevalenza del 3,89%.
L’approccio combinato, basato su misurazioni ripetute in ambulatorio integrate con controlli fuori ambulatorio, ha stimato una prevalenza di ipertensione sostenuta pari al 6,67%. In questo gruppo sono stati considerati 15 studi, con cinque contributi utilizzati per la stima aggregata.
Gli autori evidenziano che l’ipertensione è risultata più frequente nei bambini e negli adolescenti con obesità, con una prevalenza del 18,77%, mentre la pre-ipertensione ha raggiunto l’8,15%. Con l’approccio combinato la forma più comune è risultata l’ipertensione mascherata, al 9,22%, seguita dall’ipertensione da camice bianco al 5,17%.
Nel confronto temporale, la prevalenza misurata in ambulatorio è aumentata tra il 2000 e il 2020 dal 3,40% al 6,53% nei ragazzi e dal 3,02% al 5,82% nelle ragazze. Per gli autori, questo incremento conferma un andamento in progressivo peggioramento.
“L’ipertensione nei bambini è più comune di quanto si pensasse e le sole misurazioni in ambulatorio sottostimano la prevalenza o portano a errori diagnostici”, ha dichiarato Peige Song, autore principale. Secondo Song, è necessario allineare i metodi di misurazione alle linee guida attuali, tenendo conto delle differenze tra i due approcci.
In un commento pubblicato dalla rivista, Rahul Chanchlani e colleghi sottolineano la necessità di criteri diagnostici armonizzati, di un maggiore ricorso a misurazioni fuori ambulatorio e di programmi di sorveglianza più sensibili. Il gruppo richiama inoltre l’importanza di integrare l’ipertensione pediatrica nelle strategie di prevenzione delle malattie non trasmissibili, ricordando che il rischio cardiovascolare si sviluppa già in età infantile.
La meta-analisi si basa su ricerche condotte tra il 2000 e il 2025 su PubMed, Embase e Medline. Per l’approccio in ambulatorio sono stati inclusi 443.914 bambini e adolescenti da 21 Paesi, mentre l’analisi combinata ha coinvolto 12.597 partecipanti. Gli autori segnalano limiti dovuti all’eterogeneità delle stime e al numero ridotto di studi dedicati ai fenotipi e alle misurazioni fuori ambulatorio.