I medici di base a tempo pieno dedicano mediamente 2.844 ore all’anno, equivalenti a circa 62 ore settimanali, alla gestione dei propri pazienti. È quanto emerge da uno studio osservazionale pubblicato su Annals of Internal Medicine, condotto su 406 medici di medicina generale operanti in 33 cliniche del sistema sanitario Mass General Brigham.
L’indagine, riferita al 2021, ha analizzato i dati provenienti da cartelle cliniche elettroniche e fonti amministrative, integrati con stime di attività non tracciate dai sistemi informativi. L’obiettivo era quantificare l’impegno annuale richiesto per la cura di un gruppo di pazienti, valutando le differenze legate al grado di impiego clinico e alle caratteristiche del pannello assistito.
Per i medici con un impiego clinico a tempo pieno (1,0 cFTE) e un anno lavorativo di 46 settimane, l’impegno mediano è risultato pari a 2.844,3 ore annue (intervallo interquartile 2.324,9–3.478,9), corrispondenti a 61,8 ore settimanali. Ciò equivale a una media di 1,7 ore per paziente all’anno. I medici part-time hanno dedicato più tempo per paziente rispetto ai colleghi full-time, suggerendo una diversa distribuzione dell’impegno in base alla dimensione del pannello e alle ore disponibili.
Tra i fattori associati a un maggiore dispendio di tempo figurano la complessità clinica dei pazienti, l’età media più elevata, la maggiore quota di assistiti tramite Medicaid e il volume delle richieste di consulenze. Lo studio evidenzia inoltre che la gestione dei pazienti ad alta complessità rappresenta una componente significativa del carico di lavoro.
Gli autori segnalano alcune limitazioni, tra cui la provenienza dei dati da un unico sistema sanitario integrato e l’assenza di informazioni sul supporto fornito dal personale di assistenza, elementi che potrebbero influenzare le stime.
Nel complesso, la ricerca mette in luce come l’impegno richiesto ai medici di base superi ampiamente le 60 ore settimanali, sottolineando la necessità di modelli organizzativi sostenibili e di una pianificazione più equilibrata dei carichi di lavoro nelle cure primarie.