È quanto emerge da uno studio condotto dalla Brown University (Providence, USA) e pubblicato su JAMA Internal Medicine.
Nelle RSA, gli ospiti spesso presentano comorbidità che aumentano il rischio di complicanze e di riacutizzazione delle patologie croniche. Le attuali linee guida dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC) e dell’Infectious Diseases Society of America (IDSA) raccomandano la profilassi antivirale, ma con indicazioni limitate su tempistiche e livelli di copertura.
Joe B. B. Silva e colleghi hanno analizzato le cartelle cliniche elettroniche di oltre 35.000 residenti con un’età media di 78 anni, ospitati in 318 strutture statunitensi. Gli autori hanno simulato le condizioni tipiche di uno studio clinico randomizzato e hanno assegnato i partecipanti a due gruppi.
Le strategie erano:
Gli esiti principali erano la mortalità e le ospedalizzazioni per tutte le cause.
I risultati indicano che una risposta tempestiva e ad alta copertura può migliorare la gestione delle epidemie nelle strutture assistenziali e ridurre la pressione sugli ospedali. Non sono emerse, invece, differenze significative sulla mortalità.
Tuttavia, lo studio presentava alcuni limiti, tra cui la definizione dell’intervento a livello di struttura, che non consente di distinguere tra strategie applicate a specifiche aree o gruppi di residenti. Infine, non sono stati considerati fattori come le pratiche di controllo delle infezioni e le decisioni del personale.
Alessandra Romano
Fonte: Silva JBB , Hsieh HT , Howe CJ , Gravenstein S , Reich LA , Zullo AR. Prompt and Intensive Antiviral Chemoprophylaxis in Nursing Home Influenza Outbreaks. JAMA Intern Med. Pubblicato online il 30 marzo 2026. doi:10.1001/jamainternmed.2026.0401