Le malattie del fegato continuano a crescere in Europa e restano una delle poche grandi patologie croniche non trasmissibili con trend ancora in aumento. È l’allerta lanciata dalla nuova EASL–Lancet Commission on Liver Health in Europe, che stima nella Regione europea dell’Oms quasi 780 decessi al giorno per cirrosi o tumore del fegato, pari a circa 284 mila morti l’anno.
Il secondo rapporto della Commissione, From Evidence to Impact: Implementing Sustainable Liver Health in Europe, evidenzia che la mortalità per tumore epatico è aumentata di oltre il 50% dal 2000, passando da circa 43 mila decessi a 69 mila nel 2023.
Secondo il documento, mentre l’Europa ha registrato progressi contro patologie come malattie cardiovascolari e diversi tumori, il burden epatico continua a salire. “I dati attuali devono essere un campanello d’allarme”, afferma Hans Kluge, direttore regionale Oms per l’Europa, ricordando che cirrosi e tumore del fegato rappresentano circa il 3% di tutti i decessi nella Regione.
Uno dei punti centrali del report riguarda la diagnosi tardiva. Secondo la Commissione, centinaia di migliaia di persone in Europa continuano a ricevere la diagnosi quando le opzioni terapeutiche sono limitate e gli esiti peggiori.
Per questo il documento indica come priorità clinica il rafforzamento di diagnosi precoce, presa in carico integrata e continuità assistenziale tra cure primarie, specialistica e servizi territoriali.
Tra le tre priorità individuate figurano infatti:
• rendere la salute del fegato una priorità sanitaria nei piani nazionali ed europei;
• diagnosticare e trattare prima le patologie epatiche, con percorsi coordinati per pazienti spesso pluripatologici;
• agire sui fattori causali.
Il report indica come principali cause di mortalità epatica in Europa:
• consumo di alcol;
• obesità;
• epatiti virali.
Richiama inoltre la crescita della MASLD (metabolic dysfunction-associated steatotic liver disease), favorita da obesità, dieta non salutare e consumo di alcol.
Secondo la Commissione, la riduzione dei fattori comportamentali di rischio potrebbe quasi dimezzare il carico di malattia epatica, con benefici anche su diabete, tumori e malattie cardiovascolari.
La Commissione invita governi europei, Unione europea e Oms a inserire la salute del fegato nelle strategie sulle malattie croniche non trasmissibili. Tra le raccomandazioni:
• avvertenze sanitarie sui prodotti alcolici;
• limiti al marketing digitale rivolto ai giovani;
• maggiore regolazione e tassazione di alcol e alimenti ultra-processati;
• ampliamento di test e cure per epatiti virali in migranti e popolazioni vulnerabili;
• accesso ai farmaci attraverso acquisti congiunti e cooperazione sui prezzi tra Stati membri.
Secondo la modellizzazione riportata nel documento, in assenza di malattie epatiche le economie dei Paesi Ue e degli altri Stati europei associati sarebbero superiori di circa 55 miliardi di euro l’anno, con un impatto sul Pil regionale stimato intorno allo 0,3%.
Per Debbie Shawcross, segretaria generale EASL, “non manca l’evidenza scientifica, manca l’azione”.