In Italia sono circa 2 milioni i bambini e gli adolescenti (circa 1 su 5) che soffrono di un disturbo neuropsichiatrico, e nel modo sono 1 su 7 – pari a circa 166 milioni di giovani tra i 10 e i 19 anni – un dato che conferma l’emergenza salute mentale tra le nuove generazioni. Eppure, in Europa, 1 bambino o adolescente su 3 non ha accesso a cure adeguate.
In occasione della Giornata Mondiale della Salute Mentale 2025, la Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (SINPIA) ha richiamato l’attenzione sull’urgenza di interventi precoci già in età evolutiva e sulla necessità di garantire continuità di cura fino all’età adulta, mettendo al centro la persona e la sua famiglia.
“Dobbiamo sfatare il falso mito che la prevenzione cominci a 14 anni – spiega Elisa Fazzi, Presidente SINPIA e Direttore della U.O. di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza ASST Spedali Civili e Università di Brescia – perché alla base dei sintomi che vediamo può esserci un disturbo mascherato del neurosviluppo insorto precocemente, anche a 3-5 anni, esploso poi nell’adolescenza. I campanelli d’allarme non sempre sono segnali di un futuro disturbo psichico, ma sono comunque segni di rischio e vanno dai disturbi permanenti del sonno alla disregolazione emotiva, dal deficit di attenzione alla difficoltà nelle relazioni sociali, dal ritardo nelle funzioni comunicative ai disturbi alimentari, come l’Arfid, il disturbo evitante-restrittivo dell’assunzione di cibo che colpisce i bambini in età prescolare e scolare”.
Tra il 2018 e il 2022, i disturbi multipli di salute mentale negli adolescenti sono aumentati in modo significativo, soprattutto tra le ragazze, mentre la prevalenza di ansia e depressione tra i giovani sotto i 20 anni è cresciuta di circa il 20%. “L’aumento, purtroppo, è progressivo – precisa Fazzi – e rispetto al passato i sintomi sono cambiati molto: i quadri clinici sono più complessi e caratterizzati dalla manifestazione contemporanea di più problematiche, dai disturbi dell’alimentazione e della nutrizione, che vedono anticipare a 11-12 anni l’età di insorgenza, ai tentativi di gesto estremo, psicosi, disturbi del comportamento, dell’umore, depressione, disturbo borderline di personalità e autolesionismo”.
Dalla Presidente SINPIA un appello anche agli adulti: “Siamo tutti presi dalla nostra quotidianità e non sempre riusciamo a vedere e ascoltare bambini e adolescenti. Dovremmo, invece, creare uno spazio emotivo in cui far emergere anche le cose che non vanno e che noi abbiamo paura di sentire”.
La salute mentale è oggi riconosciuta come priorità di salute pubblica. A giugno 2025, 31 Paesi, tra cui l’Italia, hanno firmato a Parigi una dichiarazione congiunta per inserire la salute mentale come priorità trasversale in tutte le politiche pubbliche, dalla sanità all’istruzione, dalla giustizia all’urbanistica. Un impegno condiviso per costruire una risposta collettiva e integrata a una crisi che tocca ogni aspetto della vita sociale, con l’obiettivo di tutelare il benessere psicologico delle nuove generazioni.
Secondo Antonella Costantino, past president SINPIA e Direttore UONPIA Fondazione IRCCS Ca’ Granda Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, la diagnosi precoce e il trattamento tempestivo possono cambiare le traiettorie evolutive. “Sono fondamentali per attivare strategie di intervento mirate – sottolinea – e il lavoro di rete con famiglie, scuole e servizi sociali deve basarsi su un modello assistenziale integrato tra ospedale e territorio, attento alla continuità di cura”.
Proprio il passaggio dai servizi per l’età evolutiva a quelli per adulti rappresenta uno dei punti critici più delicati. La SINPIA propone quindi un modello di continuità multidisciplinare della cura, non una semplice transizione organizzativa, ma un percorso centrato su persona, famiglia e caratteristiche del disturbo.
Per maggiori informazioni: www.sinpia.eu