Nel 2023, nei Paesi dell’Unione Europea e dello Spazio Economico Europeo sono stati notificati 2.963 casi di parotite, con un tasso complessivo pari a 0,7 casi per 100.000 abitanti. Il dato, contenuto nell’ultimo rapporto epidemiologico dell’ECDC, si mantiene stabile rispetto al 2022, ma resta ben al di sotto dei livelli pre-pandemici (3,4 nel 2019).
La malattia, causata da un virus a RNA della famiglia delle Paramyxoviridae, può presentarsi con manifestazioni classiche come parotite acuta ma anche complicanze più gravi: orchite, meningite, pancreatite, ipoacusia neurosensoriale e, in rari casi, encefalite.
Nel 2023, i tassi di notifica più elevati si sono registrati nei bambini di 1–4 anni (4,4 per 100.000) e 5–9 anni (4,05 per 100.000), ma in termini assoluti la fascia più colpita è stata quella degli over 30 anni, che rappresentano il 26,4% dei casi. L’età mediana dei soggetti segnalati è aumentata rispetto al 2022, passando da 10 a 21 anni, segno di un progressivo spostamento dell’infezione verso età più avanzate.
La malattia ha colpito leggermente di più i maschi (53,7%) rispetto alle femmine, con un rapporto maschi/femmine di 1,16:1.
I dati di copertura vaccinale, ottenuti tramite le stime OMS/Unicef, mostrano che nel 2023 la media UE/EEA si è attestata al 93% per la prima dose di vaccino MMR (morbillo-parotite-rosolia) e all’89% per la seconda dose. Tuttavia, 19 Paesi hanno riportato un calo della copertura della prima dose rispetto al 2019, e 18 per la seconda dose, in alcuni casi anche significativo (fino a -18% per la MCV2 in Romania).
Solo tre Paesi (Ungheria, Malta e Portogallo) hanno raggiunto l’obiettivo del 95% di copertura per entrambe le dosi.
Nonostante la buona copertura, il 32% dei casi di parotite ha riguardato soggetti che avevano ricevuto almeno due dosi di vaccino. Questo dato evidenzia una possibile perdita di immunità nel tempo, fenomeno già documentato in letteratura. Adolescenti e adulti vaccinati nell’infanzia possono quindi risultare suscettibili all’infezione. Tra i non vaccinati, oltre la metà dei casi ha riguardato bambini sotto l’anno di età (prima della vaccinazione) e adulti sopra i 30 anni.
Nel 2023 non sono stati registrati decessi, ma tra i casi con informazioni disponibili, il 9,6% ha richiesto ospedalizzazione. Le complicanze più comuni sono state orchite (26 casi), pancreatite (8 casi), meningite (4 casi) e altre non specificate. Le complicanze hanno riguardato prevalentemente i bambini sotto i 5 anni e gli adulti over 30.
Il report sottolinea l’importanza del mantenimento di alte coperture vaccinali, ma apre anche alla possibilità di considerare una terza dose di MMR in contesti epidemici, come già accaduto in alcuni Paesi. Tuttavia, la durata dell’immunità indotta dalla terza dose è limitata, il che ne riduce l’utilità sistematica al di fuori di contesti ad alto rischio (es. comunità chiuse, caserme, università).
Nonostante il basso numero di casi, la parotite resta un rischio sanitario nell’UE, soprattutto per la sua capacità di colpire soggetti vaccinati a distanza di anni. È essenziale rafforzare i sistemi di sorveglianza, promuovere la verifica dello stato vaccinale, anche negli adulti, e valutare l’introduzione di strategie di richiamo nei gruppi più vulnerabili o esposti.