Con voto unanime, il Senato ha approvato in via definitiva la legge sulla conservazione del posto di lavoro e i permessi retribuiti per esami e cure mediche, già licenziata dalla Camera a marzo. Il provvedimento estende il cosiddetto periodo di comporto fino a 24 mesi per i lavoratori dipendenti – pubblici e privati – affetti da tumori, patologie invalidanti o croniche, con un’invalidità riconosciuta almeno pari al 74%.
Per il personale medico e sanitario che segue pazienti oncologici in trattamento attivo o in follow-up, la misura introduce un cambiamento significativo nella gestione del percorso clinico. La nuova norma infatti riconosce in modo strutturato l’impatto delle cure – in termini di durata, complessità e effetti collaterali – e garantisce al paziente un orizzonte temporale più protetto sul piano professionale, spesso fondamentale per evitare drop-out terapeutici o interruzioni precoci.
Il testo prevede anche 10 ore aggiuntive annue di permessi retribuiti per visite ed esami, cumulabili con quelle già riconosciute dai contratti collettivi. Al termine del congedo, i lavoratori potranno accedere prioritariamente allo smart working, se compatibile con le mansioni. Inoltre, è previsto un meccanismo di certificazione semplificata delle patologie oncologiche da parte del medico di medicina generale o dello specialista.
Per i professionisti della salute, ciò significa la possibilità di pianificare meglio i controlli e i trattamenti, in accordo con le esigenze lavorative del paziente. L’impatto potrebbe essere rilevante anche per la continuità assistenziale, soprattutto nelle fasi di mantenimento o lungo follow-up, quando i tempi clinici e quelli sociali si intrecciano in modo delicato.
Nel commentare il provvedimento, il ministro della Salute Orazio Schillaci ha parlato di un “passo avanti di civiltà” e di un sistema sanitario che “garantisce maggiore stabilità professionale e sicurezza” a chi affronta percorsi terapeutici complessi. Il provvedimento si inserisce in un contesto di crescente attenzione istituzionale alla “tossicità finanziaria” della malattia oncologica, spesso segnalata come fattore aggravante nei pazienti in età lavorativa.
Il testo approvato prevede infine la possibilità di riscattare volontariamente il periodo di assenza a fini previdenziali e istituisce un fondo di 2 milioni di euro per borse di studio in memoria di pazienti oncologici