Sono oltre 17,7 milioni i cittadini invitati nel 2025 ai programmi di screening oncologico organizzati dal SSN e più di 7,5 milioni quelli che hanno aderito. È quanto emerge dal monitoraggio dell'Osservatorio Nazionale Screening (ONS), basato sugli inviti effettuati nel corso del 2025 e sulle adesioni rilevate fino al 30 aprile 2026 nell'ambito del monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Il dato fotografa un sistema in crescita per due dei tre programmi, ma con una quota di non adesione che supera la metà della popolazione invitata e con un divario territoriale Nord-Sud strutturalmente irrisolto.
Lo screening mammografico raggiunge una copertura del 53,1%, in miglioramento rispetto al 2024, con un'estensione degli inviti al 96,1% su 4.086.909 donne. L'adesione sale al 58,4%, in aumento di oltre quattro punti percentuali, con incrementi registrati in tutte le macroaree: il Nord arriva al 66% (+3 punti percentuali), il Centro al 55,9% (+2 punti), il Sud e le Isole al 47,9% (+7 punti). A livello regionale la variabilità resta marcata: dall'39,4% della Calabria al 78,7% della Provincia autonoma di Trento.
Lo screening colorettale raggiunge una copertura del 34,9%, in lieve crescita. Sono state invitate 8.249.833 persone tra i 50 e i 69 anni, pari al 98,2% della popolazione target. L'adesione presenta però forti differenze territoriali: dal 47,2% del Nord al 22,1% del Sud e delle Isole, con punte che vanno dal 6,4% della Calabria al 65,3% del Veneto.
Lo screening cervicale è l'unico in controtendenza: la copertura scende al 48,4%, con una flessione di 2,6 punti percentuali rispetto al 2024, con un divario regionale che va dal 16,7% della Calabria al 72% del Friuli Venezia Giulia, nonostante una generale crescita degli inviti.
Il rapporto include anche i dati relativi all'estensione degli screening mammografico e colorettale a fasce d'età non ancora comprese nei LEA, già attivata da alcune Regioni in attuazione del Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 e del Piano Oncologico Nazionale 2023-2027.
Per la fascia 45-49 anni, l'estensione degli inviti si attesta al 31,2% (in lieve calo), con adesione in crescita al 63,9%. Per la fascia 70-74 anni, l'estensione raggiunge il 50,3% con adesione al 67,8%. Per lo screening colorettale esteso ai 70-74 anni, l'estensione sale al 44% (+9 punti), grazie all'adesione di nuove Regioni, mentre l'adesione resta stabile al 46,1% con forti differenze territoriali (51,1% al Nord, 18,9% al Sud-Isole). Il quadro evidenzia in tutti i casi una diffusione ancora disomogenea sul territorio nazionale.
Le Regioni del Nord confermano i livelli di copertura più elevati in tutti e tre i programmi. Il Sud e le Isole, pur registrando progressi, in particolare nello screening mammografico, restano al di sotto della media nazionale. Regioni come Calabria, Campania, Basilicata e Sardegna si collocano sistematicamente nelle ultime posizioni per estensione e adesione. L'ONS riconosce che il miglioramento registrato al Sud può essere attribuito sia a una reale maggiore partecipazione della popolazione, sia al rafforzamento dell'offerta nell'ambito del Piano Nazionale Equità per la Salute 2021-2027, sia a un miglioramento delle modalità di raccolta e analisi dei dati.