Nei pazienti più giovani con carcinoma polmonare non a piccole cellule, il tipo più comune di tumore del polmone, è più frequente la presenza di alterazioni genetiche che possono orientare verso una terapia mirata. L’analisi di dati genomici e immunologici relativi a 14.246 pazienti ha mostrato che quasi il 58% dei più giovani presentava mutazioni per cui le linee guida raccomandano trattamenti specifici, contro circa il 45% dei pazienti di almeno 55 anni. Le alterazioni dei geni ALK, ROS1 ed EGFR, per le quali esistono terapie mirate consolidate, sono risultate più comuni nei pazienti giovani. Invece, nei più anziani sono risultate più frequenti le alterazioni di KRAS, storicamente più difficili da trattare, oltre a un maggior numero complessivo di mutazioni tumorali. I ricercatori hanno inoltre riscontrato differenze legate all’età nei marcatori immunitari, che potrebbero rappresentare potenziali bersagli per future strategie di immunoterapia.
I risultati indicano che un’analisi genetica completa del tumore può essere particolarmente utile nei pazienti più giovani, nei quali sono più frequenti alterazioni per cui esistono terapie mirate. Le differenze rispetto ai pazienti più anziani, però, non compaiono a partire da un’età precisa, ma cambiano progressivamente nel corso della vita.
Cristoforo Zervos