La combinazione teclistamab più talquetamab ha ridotto dell’89% il rischio di progressione o morte e del 62% il rischio di morte rispetto alla terapia scelta dallo sperimentatore nei pazienti con mieloma multiplo recidivato o refrattario. Sono i risultati preliminari dello studio randomizzato di fase III MonumenTAL-6, annunciati da Johnson & Johnson.
Lo studio ha coinvolto pazienti adulti sottoposti in precedenza a una-quattro linee di terapia, comprese lenalidomide e una terapia diretta contro CD38. MonumenTAL-6 ha confrontato due regimi sperimentali, teclistamab più talquetamab e talquetamab più pomalidomide, con la scelta dello sperimentatore tra elotuzumab, pomalidomide e desametasone oppure pomalidomide, bortezomib e desametasone.
Entrambi i bracci sperimentali hanno raggiunto l’endpoint primario di sopravvivenza libera da progressione. La combinazione teclistamab-talquetamab ha ridotto dell’89% il rischio di progressione o morte rispetto al controllo, con un rapporto di rischio pari a 0,11 e un intervallo di confidenza al 95% compreso tra 0,08 e 0,16. Il valore di p è risultato inferiore a 0,0001.
Nel braccio trattato con talquetamab più pomalidomide, la riduzione del rischio di progressione o morte è stata del 73%, con un rapporto di rischio pari a 0,27 e un intervallo di confidenza al 95% compreso tra 0,20 e 0,35.
Per teclistamab più talquetamab è stato registrato anche un beneficio sulla sopravvivenza globale, con una riduzione del 62% del rischio di morte rispetto ai regimi standard e un rapporto di rischio pari a 0,38. Secondo quanto riferito dall’azienda, entrambi i bracci sperimentali hanno mostrato miglioramenti statisticamente significativi e clinicamente rilevanti anche per questo endpoint.
Teclistamab è un anticorpo bispecifico diretto contro l’antigene di maturazione delle cellule B, BCMA, e il recettore CD3 espresso sui linfociti T. Talquetamab è invece diretto contro CD3 e il recettore GPRC5D, espresso sulle cellule del mieloma multiplo. La combinazione sperimentale agisce quindi contemporaneamente su due bersagli tumorali distinti.
I profili complessivi di sicurezza dei due regimi sperimentali sono risultati, secondo il comunicato, coerenti con quelli già noti delle rispettive monoterapie. Non sono stati diffusi dati dettagliati sugli eventi avversi.
Sulla base dei risultati, il comitato indipendente di monitoraggio dei dati ha raccomandato di rendere noto lo studio alla prima analisi ad interim. I risultati completi saranno presentati durante un futuro congresso medico e condivisi con le autorità regolatorie.