I bambini sono sempre meno. Eppure, mai come oggi dovrebbero essere considerati una priorità assoluta sia in termini di fecondità che anche di equità di accesso alle cure. Sono questi i principali temi dell’80° Congresso della Società Italiana di Pediatria (SIP) in corso a Napoli.
“Viviamo in un Paese che fa pochi figli – afferma il presidente SIP Rino Agostiniani – e che fatica a sostenere chi decide di diventare genitore. Se non cambiamo rotta, l’ultimo italiano potrebbe nascere nel 2225. Ma il punto è un altro: che futuro può avere una società senza bambini e che non investe nell’infanzia?”
Pochi e diseguali, sin dalla nascita. Le evidenze scientifiche sempre di più mostrano che la salute si costruisce – o si compromette – nei primi mille giorni: 270 di gravidanza e 730 giorni successivi. Cruciali per una crescita sana. È lì che si strutturano il microbiota intestinale, le reti cerebrali, i meccanismi epigenetici. È lì che la povertà, l’inquinamento, l’alimentazione e gli stili di vita errati lasciano il segno.
“Ma quei mille giorni non sono uguali per tutti”, ricorda Agostiniani. “Un bambino nato in una regione con meno screening neonatali ha già un destino più fragile. Ed è inaccettabile che oggi, in Italia, la regione di nascita possa determinare l’accesso alla diagnosi precoce di una malattia genetica o alla profilassi per il virus respiratorio sinciziale. Il futuro si costruisce nei primi anni di vita, ma non tutti i bambini hanno le stesse condizioni per costruirlo. Non possiamo accettare che in Italia il codice postale pesi più di quello genetico. La salute dei bambini non può dipendere dal luogo in cui si nasce”.
Un concetto ribadito con forza anche dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che in un recente intervento ha richiamato alla necessità di una visione condivisa tra istituzioni: “Una strategia unitaria e la collaborazione tra istituzioni sono necessarie per superare intollerabili divari tra i diversi sistemi sanitari regionali e garantire una copertura universale e un accesso uniforme alle prestazioni sull’intero territorio della nostra Repubblica.” Un messaggio che la Società Italiana di Pediatria fa proprio, ribadendo che il diritto alla salute non può essere compromesso da confini amministrativi o dalla geografia.
Povertà, disuguaglianze alimentari, stile di vita, sedentarietà e obesità infantile hanno portato a una vera e propria frattura epidemiologica tra Nord e Sud Italia.
Di queste diseguaglianze ne risente anche la salute mentale con ansia, isolamento e dipendenze che diventano problemi crescenti: in Italia 1 minore su 5 è affetto da un disturbo comportamentale, circa 2 milioni di bambini e ragazzi, ma spesso non trovano adeguata assistenza. Mancano posti letto, neuropsichiatri infantili, servizi sanitari che garantiscano percorsi di cura personalizzati realmente adatti alle diverse età, servizi territoriali. E ancora una volta, chi nasce al Sud o in aree interne ha meno possibilità di essere curato.
“Siamo davanti a una fragilità nuova, che è anche frutto di una fragilità genitoriale. Una generazione ferita da isolamento, ansia, dipendenza digitale. Il ruolo dei pediatri è oggi più che mai strategico per intercettare le fragilità e accompagnare le famiglie in un tempo di grandi trasformazioni”, aggiunge Agostiniani.
La prevenzione è la cura più potente. Ma nel nostro Paese solo il 5% del Fondo Sanitario Nazionale è destinato alla prevenzione. Solo il 42% degli adolescenti è vaccinato contro il Papillomavirus. E il 27% dei quindicenni ha fumato almeno una sigaretta nell’ultimo mese. Eppure, i dati parlano chiaro: 1 decesso su 3 è attribuibile a fattori prevenibili e ogni euro investito in prevenzione può generare da 2 a 16 euro di risparmi. Inoltre, sottolinea la SIP, l’obesità costa l’1% del PIL, ma oltre il 54% delle scuole italiane non ha una palestra adeguata.
Tra i temi centrali del Congresso c’è anche il ruolo sempre più rilevante dell’intelligenza artificiale: l’IA è già entrata nella pratica clinica e sta cambiando il modo di diagnosticare, curare, seguire i pazienti. “Ma non possiamo limitarci a usare strumenti nuovi – osserva Agostiniani –. Dobbiamo capirli, governarli, decidere come e dove applicarli.”
Accanto a queste trasformazioni tecnologiche, il Congresso metterà in luce anche le innovazioni che stanno già facendo la differenza. Saranno presentati i primi risultati della profilassi universale contro il virus respiratorio sinciziale, si parlerà delle terapie combinate contro la miopia, capaci di rallentarne la progressione, e dei nuovi farmaci per l’obesità infantile, che aprono prospettive concrete nei casi più gravi. “Abbiamo davanti a noi sfide complesse – conclude Agostiniani – ma anche conoscenze e strumenti nuovi. La sfida è portarli ovunque servano, a tutti i bambini, senza lasciare indietro nessuno”.