Un recente studio condotto dai ricercatori della UNC Gillings School of Global Public Health pubblicato sul New England Journal of Medicine, ha evidenziato che i booster vaccinali progettati per le sottovarianti di Omicron del SARS-CoV-2 continuano a fornire una protezione ragionevolmente duratura contro l'infezione, il ricovero e la morte per COVID-19. Tuttavia, questi vaccini risultano meno efficaci contro la variante JN.1, attualmente dominante.
Lo studio ha utilizzato dati provenienti dal Nebraska Electronic Disease Surveillance System e dal Nebraska State Immunization Information System. La ricerca ha esaminato l'efficacia dei vaccini prima e dopo il 25 ottobre 2023, data in cui si è manifestata della variante JN.1.
L'efficacia dei booster raggiunge il picco a quattro settimane dalla somministrazione, ma diminuisce col passare del tempo. Dopo quattro settimane dalla somministrazione, i vaccini hanno mostrato un'efficacia del 52,2% nel prevenire l'infezione e del 66,8% nel prevenire il ricovero.
Dopo dieci settimane, l'efficacia nel prevenire l'infezione scende al 32,6% e al 20,4% dopo venti settimane.
L'efficacia nel prevenire il ricovero diminuisce al 57,1% dopo dieci settimane e al 37,1% dopo venti settimane.
I risultati indicano un'efficacia inferiore dei booster contro la variante JN.1, suggerendo che la protezione fornita dai vaccini XBB.1.5 è meno robusta contro questa nuova variante. Infatti, dopo 4 settimane, nei dati raccolti dopo il 25 ottobre, il vaccino ha mostrato una protezione contro l’infezione del 44,3% e del 60,1% contro il ricovero e dopo 10 settimane dopo del 19% e del 40,3% contro infezione e ospedalizzazione rispettivamente.
I vaccini si sono dimostrati altamente efficaci anche nel prevenire la morte, ma la precisione dei dati è limitata a causa del numero ridotto di decessi registrati durante il periodo di studio.
"La bassa efficacia dei vaccini XBB.1.5 contro la variante JN.1, unita al calo dell'efficacia nel tempo, sottolinea la necessità di nuovi vaccini mirati a questa variante" ha sottolineato il professor Danyu Lin della UNC Gillings School che ha guidato lo studio. "Sarebbe opportuno lanciare nuovi vaccini questo autunno mirati alla variante JN.1", ha concluso.
Questi dati sono cruciali per gli operatori sanitari, poiché evidenziano la necessità di monitorare costantemente l'efficacia dei vaccini e di adattare le strategie di vaccinazione alle nuove varianti emergenti. La continua evoluzione del virus richiede un approccio flessibile e aggiornato per garantire la massima protezione possibile alla popolazione.