apr22012
Nei giovani con diabete di tipo 2 si ha un alto rischio di esiti renali avversi e di morte. L'albuminuria e l'uso di inibitori del sistema angiotensina aldosterone, che potrebbero essere marker di gravità di malattia, sono associati a scarsi outcome in età adulta precoce. Sono questi, in sintesi, i risultati di uno studio condotto presso la University of Manitoba, in Canada, dove un team di ricercatori ha preso in esame le cartelle cliniche di 342 giovani fino ai 18 anni con diabete di tipo 2, altre 1011 con diabete di tipo 1 e 1710 soggetti non affetti da diabete e inseriti in un gruppo di controllo. Seguiti per oltre vent’anni, dal 1986 al 2007, i giovani affetti da diabete di tipo 2 hanno mostrato di correre un rischio quattro volte maggiore di insufficienza renale rispetto ai coetanei con diabete di tipo 1. Il confronto con i soggetti sani mostra differenze decisamente più elevate: il rischio di insufficienza renale è di 23 volte superiore e mentre il rischio di dialisi aumenta di 39 volte. Alla distanza di dieci anni dall’inclusione nello studio, la sopravvivenza calcolata secondo il metodo di Kaplan-Meier è stata del 91,4% nei pazienti con diabete di tipo 2 contro il 99,5% dei diabetici di tipo 1. Sempre a dieci anni la sopravvivenza renale è stata del 100% in entrambi i gruppi, ma a quindici ha fatto segnare un calo al 92% per gli affetti da diabete di tipo 2, crollato al 55% vent’anni dopo la baseline. Il calo non si è invece verificato tra i diabetici di tipo 1, che hanno sostanzialmente mantenuto la sopravvivenza renale lungo tutto il periodo di follow-up.Diabetes Care. 2012 Mar 19. [Epub ahead of print]