In Italia mancano quasi 500 pediatri di libera scelta e la situazione potrebbe aggravarsi nei prossimi anni per effetto dei pensionamenti e delle incertezze sul ricambio generazionale. È quanto emerge da un'analisi della Fondazione Gimbe, che ha esaminato il fabbisogno di pediatri di famiglia e le criticità che sempre più frequentemente rendono difficile per le famiglie trovare un professionista disponibile.
Secondo le stime della Fondazione, al 1° gennaio 2025 la carenza nazionale è pari a 497 pediatri di libera scelta. Il problema si concentra soprattutto nel Nord Italia: Lombardia, Piemonte e Veneto assorbono complessivamente il 78,7% delle carenze, con rispettivamente 186, 109 e 96 professionisti mancanti.
"La situazione crea disagi e rischia di compromettere la continuità dell'assistenza pediatrica, soprattutto per i bambini più piccoli e quelli più fragili", afferma Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe.
L'analisi evidenzia inoltre come il principio della libera scelta del pediatra sia sempre più difficile da garantire. In alcune regioni il numero medio di assistiti supera il massimale di 1.000 bambini per medico previsto dall'Accordo collettivo nazionale. I valori più elevati si registrano in Piemonte, con 1.126 assistiti per pediatra, nella Provincia autonoma di Bolzano con 1.114 e in Veneto con 1.018. La media nazionale è pari a 917 assistiti per professionista.
Secondo Gimbe, il problema non riguarda più soltanto le aree interne o montane, ma interessa anche numerose realtà urbane. Al 1° gennaio 2025 risultavano attivi 6.284 pediatri di libera scelta a fronte di quasi 5,8 milioni di assistiti. Rispetto al 2019, quando i pediatri erano 7.373, si registra una riduzione di 1.089 professionisti, pari al 15%.
La Fondazione osserva che la diminuzione dei pediatri è superiore agli effetti del calo delle nascite. Inoltre, cresce il numero di bambini e adolescenti che continuano a essere seguiti dai pediatri nella fascia d'età tra 6 e 13 anni. A incidere è anche la carenza di medici di medicina generale: molti ragazzi che compiono 14 anni faticano infatti a trovare un medico di famiglia disponibile e restano in carico ai pediatri attraverso deroghe ai massimali.
Le prospettive per i prossimi anni destano ulteriori preoccupazioni. Secondo i dati della Federazione italiana medici pediatri (Fimp), tra il 2025 e il 2029 andranno in pensione 1.547 pediatri di libera scelta. Sebbene le borse di specializzazione in Pediatria siano aumentate negli ultimi anni, passando da 496 nell'anno accademico 2017-2018 a 854 nel 2024-2025, non è possibile prevedere quanti specialisti sceglieranno la pediatria di famiglia.
"Non possiamo sapere se le nuove leve saranno sufficienti a garantire un ricambio generazionale adeguato e omogeneo tra le regioni, né a colmare le carenze già oggi presenti", osserva Cartabellotta.
L'indagine evidenzia infine marcate differenze territoriali. In regioni come Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Puglia e Umbria il numero di assistiti per pediatra resta sotto la soglia di 850, mentre nelle regioni del Nord il sistema mostra segnali di crescente sofferenza. Per la Fondazione Gimbe sono necessari interventi programmatori in grado di garantire prossimità delle cure, qualità dell'assistenza e libertà di scelta delle famiglie, evitando che la carenza di pediatri si traduca in ulteriori difficoltà di accesso alle cure per bambini e adolescenti.