Quasi la metà delle persone che utilizzano farmaci GLP-1 ha iniziato ad assumere nuovi integratori alimentari dopo l'avvio del trattamento, secondo un'indagine del Nutrition Business Journal citata da Reuters. Il fenomeno, legato anche al tentativo di gestire gli effetti indesiderati delle terapie per l'obesità, sta alimentando il mercato statunitense degli integratori e richiama l'attenzione dei medici e delle autorità regolatorie sulla sicurezza e sulle informazioni disponibili per i consumatori.
La ricognizione pubblicata da Reuters il 20 ottobre 2026 evidenzia che tra i prodotti maggiormente utilizzati figurano probiotici, proteine e fibre. Un'indagine condotta quest'anno da Boston Consulting Group rileva inoltre che le persone trattate con farmaci GLP-1 spendono circa il 20% in più per proteine, fibre e collagene rispetto al periodo precedente l'inizio della terapia.
L'interesse per questi prodotti si accompagna alla diffusione dei medicinali utilizzati per il trattamento dell'obesità e del diabete tipo 2, tra cui semaglutide. Alcuni pazienti riferiscono di ricorrere agli integratori per affrontare disturbi gastrointestinali, stanchezza e altre difficoltà sperimentate durante il trattamento. Le testimonianze raccolte dall'agenzia descrivono benefici percepiti individualmente, ma non costituiscono una dimostrazione dell'efficacia degli integratori nel prevenire o trattare gli effetti indesiderati dei farmaci.
Secondo il Nutrition Business Journal, le vendite di integratori alimentari negli Stati Uniti hanno superato i 74 miliardi di dollari nel 2025. Il mercato ha registrato una crescita del 5% nel 2024 e del 7% nel 2025. Anche le piattaforme digitali contribuiscono alla diffusione dei prodotti: nel 2025 TikTok Shop ha generato oltre un miliardo di dollari di vendite di integratori, pari al 5,4% delle vendite online del settore.
La promozione attraverso i social media solleva tuttavia interrogativi sull'attendibilità delle indicazioni fornite ai consumatori. Reuters documenta il ruolo di persone che raccontano la propria esperienza con i farmaci GLP-1 e consigliano integratori, talvolta attraverso collaborazioni commerciali con le aziende produttrici.
Un ulteriore elemento di attenzione riguarda la regolamentazione statunitense. A differenza dei medicinali, gli integratori alimentari non richiedono un'autorizzazione preventiva della Food and Drug Administration (FDA) prima della commercializzazione. Secondo Jonathan Bonnet, professore associato clinico alla Stanford University e responsabile medico dell'Ardmore Institute of Health, l'incertezza sulla composizione di alcuni prodotti rende difficile valutarne i potenziali rischi.
La FDA sta esaminando possibili modifiche alle modalità di controllo degli ingredienti utilizzati negli integratori. Nel corso del 2026 l'Agenzia ha rafforzato le indicazioni relative alla documentazione da presentare per la valutazione dei nuovi ingredienti alimentari, mentre l'amministrazione statunitense ha proposto ulteriori interventi regolatori.
Le ipotesi di revisione hanno suscitato posizioni differenti nell'industria. Alcune aziende sostengono la necessità di maggiori verifiche prima dell'immissione sul mercato, mentre le associazioni di settore segnalano il rischio di rallentamenti nelle procedure di valutazione.
Secondo quanto riferito a Reuters dal Dipartimento della Salute statunitense, la FDA sta valutando come aggiornare il proprio approccio regolatorio per garantire la sicurezza dei prodotti e, allo stesso tempo, sostenere la libertà di scelta dei consumatori.