La prossima legge di Bilancio manterrà l'attenzione sulle assunzioni e sulla valorizzazione del personale sanitario, mentre il potenziamento dell'assistenza territoriale attraverso le Case di comunità e l'approvazione del nuovo Piano sanitario nazionale restano tra le priorità del Ministero della Salute. Lo ha dichiarato il ministro Orazio Schillaci, intervenendo al Welfare Italia Forum 2026, organizzato da Unipol e Teha a Roma.
Nella prossima manovra ci sarà «l'attenzione, come sempre abbiamo fatto e continueremo a fare, agli operatori sanitari sia in termini di assunzione che di valorizzazione di chi lavora nel Servizio sanitario nazionale», ha affermato Schillaci.
Il ministro ha indicato tra gli altri ambiti di intervento la prevenzione, il disagio psicologico e l'assistenza alle persone anziane e ai pazienti con malattie neurodegenerative. Le dichiarazioni non contengono, tuttavia, dettagli sulle risorse destinate al personale o sulle specifiche misure che saranno inserite nella legge di Bilancio.
Schillaci ha richiamato il raggiungimento degli obiettivi europei relativi alle Case di comunità, indicandolo tra i principali risultati conseguiti durante il mandato.
«Ciò che mi rende più orgoglioso è aver raggiunto i target europei per le Case di comunità. Ero scettico, nonostante sia di base un ottimista: sono state una sfida, in un clima di scetticismo generale. Ora sono state aperte e iniziano a funzionare. Saranno una rivoluzione di cui i cittadini si stanno già accorgendo e si accorgeranno in futuro», ha dichiarato il ministro.
Il potenziamento della medicina territoriale è stato collegato anche alla necessità di migliorare la presa in carico delle persone fragili, in un contesto caratterizzato dall'invecchiamento della popolazione e dalla crescente domanda di assistenza.
Tra gli interventi ancora da completare, Schillaci ha indicato il nuovo Piano sanitario nazionale, assente dal 2008 e attualmente in elaborazione con i tecnici del Ministero della Salute e le Regioni.
Il ministro ha espresso l'auspicio di «riuscire ad approvare, prima della fine di questa legislatura, il nuovo Piano sanitario nazionale», sottolineando la necessità di aggiornare l'organizzazione del Ssn alla luce dell'evoluzione della ricerca e dei bisogni dei cittadini.
Schillaci ha ricordato che il Servizio sanitario nazionale, istituito nel 1978, necessita di ulteriori ammodernamenti per avvicinare l'assistenza ai pazienti. Ha inoltre attribuito agli operatori sanitari un ruolo centrale nel mantenimento della qualità del sistema.
Nel corso del Forum il ministro ha ribadito che il rafforzamento della prevenzione rappresenta una condizione per sostenere nel tempo il carattere pubblico e universalistico del Ssn.
«Oggi spendiamo circa tre quarti del Fondo sanitario nazionale per curare e assistere gli over 65 e questo ci impone delle scelte: la parola da utilizzare è prevenzione, se vogliamo continuare ad avere un Ssn pubblico e universalistico», ha affermato.
Schillaci ha indicato la prevenzione anche come strumento per contenere il fabbisogno assistenziale e destinare risorse alle terapie innovative. Ha ricordato gli investimenti previsti dalla precedente legge di Bilancio, anticipando l'intenzione di proseguire su questa linea nella prossima manovra.
Tra gli obiettivi già raggiunti durante il mandato, il ministro ha infine citato gli interventi contro il ricorso ai medici gettonisti, la legge sulle liste d'attesa e il nuovo Piano nazionale per la salute mentale.
Sulle liste d'attesa ha riconosciuto che resta ancora molto da fare, sottolineando la necessità di proseguire il lavoro insieme alle Regioni e ai cittadini.