Tra il 2026 e il 2031 saranno 10.681 i medici di assistenza primaria che raggiungeranno i 68 anni, maturando i requisiti anagrafici per il pensionamento. È quanto emerge dalle elaborazioni della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg) sui dati Enpam, diffuse durante il congresso nazionale in corso a Villasimius, in provincia di Cagliari.
Secondo la Federazione, i dati indicano «un potenziale ricambio generazionale di grandi dimensioni che richiederà un adeguato numero di nuovi professionisti per evitare un ulteriore indebolimento della medicina territoriale».
Le prospettive della formazione mostrano alcuni segnali di crescita. Per il triennio 2026-2029 le borse disponibili per la formazione in medicina generale sono passate da 2.228 a 2.651, con un incremento di 423 posti, pari al 19%.
Aumenta anche il numero degli iscritti al concorso, passati da 5.396 a 5.875. Si tratta di 479 candidati in più, corrispondenti a un aumento dell'8,9%.
La crescita delle candidature non elimina tuttavia le differenze territoriali tra la domanda di formazione e il numero di borse finanziate dalle singole Regioni.
In Campania, a fronte di 1.080 iscritti al concorso, sono disponibili 240 borse di studio. Nel Lazio i candidati sono 600 per 200 borse, mentre in Emilia-Romagna si registrano 625 iscritti per 185 posti finanziati.
In Piemonte si osserva invece una situazione opposta, con 300 borse disponibili e 288 candidati.
Per Fimmg, la ripresa delle candidature rappresenta «un'opportunità da non disperdere, ma non può essere considerata una soluzione già acquisita».
La Federazione sottolinea che la questione non riguarda soltanto il numero di nuovi professionisti da formare, ma anche le condizioni necessarie affinché i giovani medici scelgano stabilmente di esercitare nella medicina generale.
Tra gli interventi richiesti figurano la riduzione degli adempimenti burocratici, per restituire tempo alla relazione con i pazienti, la disponibilità di studi professionali tecnologicamente attrezzati, il riconoscimento della medicina generale come specializzazione universitaria e la detassazione degli incentivi professionali.
Secondo Fimmg, queste misure sono necessarie per rendere più attrattiva la professione e accompagnare il ricambio generazionale previsto nei prossimi anni.