Portare le Aggregazioni funzionali territoriali (AFT) a regime in tutto il Paese, garantendo autonomia organizzativa, risorse adeguate e una valutazione degli esiti. È la sfida indicata dalla FIMMG nel corso dell'85° Congresso nazionale FIMMG-Metis di Villasimius, durante l'incontro dedicato a "Organizzazione e governance della AFT nella gestione della cronicità". "Le AFT sono partite e stanno sviluppando progettualità importanti", ha sottolineato Alessandro Dabbene, vicesegretario nazionale FIMMG. "Ora la sfida è portarle a regime sull'intero territorio nazionale, salvaguardandone l'autonomia organizzativa, facendo in modo che il lavoro prodotto possa essere valutato e rendicontato sia in termini di esiti di salute sia rispetto ai vantaggi organizzativi ed economici generati dalla presa in carico".
Secondo la FIMMG, la gestione della cronicità rappresenta uno degli ambiti nei quali le AFT possono esprimere maggiormente il proprio potenziale, anche in relazione al coinvolgimento della medicina generale nelle Case di comunità. Una medicina generale organizzata, in rete e capace di condividere percorsi assistenziali può, secondo la Federazione, favorire la continuità delle cure, intercettare precocemente i bisogni e ridurre il ricorso improprio ai livelli assistenziali più complessi. Il modello, tuttavia, deve fare i conti con la carenza di personale e di risorse economiche e con i cambiamenti intervenuti nell'assistenza territoriale. "Parliamo di un modello immaginato circa vent'anni fa con una visione certamente avanzata – prosegue Dabbene – ma che oggi deve essere aggiornato, evitando di trascinare nel futuro elementi che non rispondono più alle esigenze della medicina generale e del Servizio sanitario nazionale".
Per FIMMG è quindi necessario un aggiornamento normativo e contrattuale che consenta alle AFT di rispondere alle nuove esigenze dell'assistenza territoriale. Il percorso dovrà coinvolgere professionisti, Regioni e parte pubblica, con l'obiettivo di trovare una sintesi tra le diverse esigenze organizzative e professionali. Il prossimo passaggio sarà il confronto sull'Accordo collettivo nazionale 2025-2027. "Gli obiettivi sono in larga parte comuni", ha concluso Dabbene. "Le Regioni hanno una propria visione organizzativa e la medicina generale porta al tavolo le esigenze professionali e assistenziali maturate sul territorio". Per il vicesegretario FIMMG, "un primo passaggio importante sarà il confronto sull'Accordo collettivo nazionale 2025-2027, che si aprirà a breve e nel quale organizzazione, governance e ruolo delle AFT dovranno avere uno spazio centrale".