Mangiare già due ore dopo un intervento, invece di attendere più di 24 ore, ridurre l’impiego dei gas anestetici inalatori e utilizzare la robotica anche per contenere sprechi e spostamenti. È la nuova frontiera del protocollo ERAS, il modello di gestione perioperatoria che punta a rendere più rapido e sicuro il recupero del paziente chirurgico, integrando qualità delle cure, nutrizione, innovazione tecnologica e sostenibilità ambientale. Il modello è al centro del congresso nazionale ERAS Italia P.O.I.S. (Perioperative Italian Society), in corso a Verona e organizzato dal Dipartimento di Chirurgia Generale dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar. L’ospedale veronese ha ottenuto una doppia certificazione ERAS, estendendo alla chirurgia senologica e toracica il percorso già consolidato nella chirurgia colo-rettale e bariatrica. I nuovi dati raccolti al Negrar mostrano, per la chirurgia senologica, una riduzione della degenza media da 2,9 a 1,9 giorni e delle complicanze dal 24% all’11,4%. Per la chirurgia toracica, invece, sono state azzerate le complicanze severe e le riammissioni in ospedale a 30 giorni dalla dimissione.
"Per decenni si è creduto che il tratto digerente dovesse restare a lungo a riposo dopo un intervento in attesa dei classici 'primi rumori intestinali'. Una convinzione che va capovolta", spiega Giacomo Ruffo, direttore della Chirurgia Generale dell’IRCCS di Negrar e presidente del congresso. La ripresa precoce dell’alimentazione, secondo l’approccio ERAS, stimola infatti la motilità intestinale e contrasta il catabolismo, cioè il processo attraverso cui l’organismo, in assenza di nutrienti, utilizza anche le proprie riserve muscolari per produrre energia. Il vecchio digiuno prolungato viene così sostituito da un percorso nutrizionale attivo e personalizzato. "Pasti piccoli e frequenti, priorità alle fonti proteiche, liquidi separati dai pasti, sostituiscono così il lungo digiuno di un tempo, di più di 24 ore", sottolinea Elisa Bertocchi, chirurgo generale e referente ERAS dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar. "Il risultato è un dato semplice quanto significativo: un paziente che mangia prima, cammina prima e viene dimesso prima, con benefici anche sui costi sanitari". Per Marco Catarci, presidente di ERAS Italia-P.O.I.S., il passaggio dall'approccio tradizionale al modello ERAS richiede però anche un cambiamento nella pratica clinica. "Nonostante il protocollo ERAS sia nato oltre venticinque anni fa su solide evidenze scientifiche pensate per rispettare l'omeostasi fisiologica del paziente, stenta ancora ad affermarsi come pratica clinica standard", afferma. "Applicarlo significa attuare una vera e propria rivoluzione culturale, che richiede di cambiare la mentalità degli operatori sanitari in un momento storico di forte crisi di risorse e di personale".
La nutrizione diventa quindi parte integrante della cura e non più una fase da rimandare dopo l'intervento. Al congresso di Verona viene presentato anche il volume "Le ricette per la guarigione ed il benessere", realizzato in collaborazione con Academia Barilla. Ventotto ricette accompagnano il paziente nelle diverse fasi del percorso chirurgico, dall'ottimizzazione dello stato nutrizionale prima dell'intervento ai primi pasti dopo la chirurgia, fino al ritorno alle normali abitudini alimentari a domicilio. Ma il nuovo modello ERAS guarda anche all'impatto ambientale della chirurgia. "L'anestesia entra nella strategia di sostenibilità attraverso la cosiddetta 'anestesia green', con la riduzione dell'uso di gas anestetici inalatori, salvo se necessari per motivi medici, e la limitazione di materiali monouso", spiega Nicola Menestrina, anestesista e referente del protocollo ERAS presso l'IRCCS di Negrar. Anche la chirurgia robotica viene inserita in questa strategia. Secondo Bertocchi, rendendo più efficiente e mininvasivo il percorso chirurgico, la robotica può contribuire a ridurre gli sprechi di materiali e il numero di dispositivi utilizzati durante la procedura. Al Negrar, primo ospedale in Italia a dotarsi del robot da Vinci 5, la tecnologia viene inoltre utilizzata per favorire la telepresenza e la collaborazione tra chirurghi anche a distanza, riducendo la necessità di spostamenti. La sostenibilità, infine, viene estesa oltre le mura dell'ospedale. Dispositivi indossabili, app e questionari digitali possono consentire di monitorare il paziente a domicilio e individuare precocemente eventuali segnali di rischio, limitando accessi e spostamenti non necessari.
"Il protocollo ERAS è assolutamente green: superando il vecchio concetto di digiuno prolungato ed evitando giorni di infusioni endovenose, si torna a mangiare precocemente sfruttando la via naturale", sottolinea Catarci.