Trastuzumab deruxtecan ha dimostrato un miglioramento statisticamente significativo e clinicamente rilevante della sopravvivenza libera da progressione (PFS) come trattamento di prima linea nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule (NSCLC) non squamoso, non resecabile, localmente avanzato o metastatico con mutazione di HER2. È quanto emerge dai risultati dello studio di fase 3 DESTINY-Lung04, presentati al Presidential Symposium della IASLC 2026 World Conference on Lung Cancer.
Trastuzumab deruxtecan è il primo anticorpo-farmaco coniugato (ADC) diretto contro HER2 a dimostrare superiorità rispetto allo standard di cura nelle prime linea di trattamento per questa indicazione.
Il tumore del polmone è il cancro più comunemente diagnosticato a livello globale e rimane la principale causa di morte per cancro, con circa 2,6 milioni di casi segnalati nel 2024 a livello mondiale. L'NSCLC rappresenta circa l'85% di tutti i tumori polmonari. Le mutazioni di HER2 nel NSCLC colpiscono il 2-4% dei pazienti con malattia non squamosa, principalmente nelle donne giovani e nella popolazione non fumatrice. L'attuale standard di cura nel setting metastatico di prima linea è la combinazione di immunoterapia e chemioterapia a base di platino; tuttavia, i tassi di risposta rimangono limitati e molti pazienti presentano progressione di malattia entro un anno dall'inizio del trattamento, configurando un bisogno clinico insoddisfatto.
Trastuzumab deruxtecan è un anticorpo-farmaco coniugato costituito da un anticorpo monoclonale diretto contro HER2, coniugato a più molecole di un inibitore della topoisomerasi tramite un linker tetrapeptidico selettivamente scindibile all'interno della cellula tumorale. Questo meccanismo consente il rilascio dell'agente citotossico in modo altamente selettivo sulle cellule tumorali, minimizzando i danni alle cellule sane circostanti.
«La presenza della mutazione HER2 rende la neoplasia sensibile a farmaci diretti contro questo target. Trastuzumab è altamente selettivo per le cellule tumorali. I risultati dello studio DESTINY-Lung04 rafforzano l'importanza della profilazione molecolare completa al momento della diagnosi, così da identificare anche alterazioni meno frequenti ma trattabili» spiega Antonio Passaro, Direttore Divisione di Oncologia Toracica dello IEO di Milano.
Nello studio DESTINY-Lung04 trastuzumab deruxtecan ha ridotto significativamente del 37% il rischio di progressione di malattia o morte rispetto allo standard di cura. La PFS mediana è stata di 14,3 mesi con trastuzumab deruxtecan rispetto a 8,3 mesi con pembrolizumab più chemioterapia. Il profilo di sicurezza è risultato coerente con quello già noto, senza identificazione di nuovi eventi avversi.
«DESTINY-Lung04 è il primo studio di fase 3 che dimostra una sopravvivenza libera da progressione superiore rispetto allo standard di cura di prima linea nei pazienti con tumore del polmone non a piccole cellule avanzato con mutazione di HER2. Questi risultati si aggiungono al crescente corpus di evidenze a supporto di trastuzumab deruxtecan come trattamento importante per i pazienti con alterazioni di HER2 e ne sottolineano il potenziale ruolo al momento della diagnosi di malattia metastatica, quando il trattamento ha la maggiore opportunità di migliorare gli esiti» afferma Susan Galbraith, Executive Vice President Oncology Hematology R&D, AstraZeneca.
L'approvazione di trastuzumab deruxtecan nella prima linea rappresenterebbe un cambio di paradigma rispetto al suo attuale utilizzo in seconda linea, portando uno degli ADC anti-HER2 più efficaci all'inizio del percorso terapeutico.
«Ogni anno in Italia vengono stimati circa 45.000 nuovi casi di carcinoma polmonare. Con un tasso di risposta obiettiva del 70% e una sopravvivenza libera da progressione mediana di 14,3 mesi, trastuzumab deruxtecan ha le caratteristiche per diventare una nuova opzione di cura di prima linea per questi pazienti» conclude Silvia Novello, Professore Ordinario di Oncologia Medica, Università degli Studi di Torino.