Oltre 500.000 procedure di cardiologia interventistica vengono eseguite ogni anno in Italia. Il dato è stato diffuso dalla Società Italiana di Cardiologia Interventistica (GISE) in occasione della Giornata Internazionale della Cardiologia Interventistica e a un mese dal congresso nazionale della società scientifica, in programma a Milano dal 13 al 15 ottobre 2026.
Secondo i dati GISE, in Italia vengono effettuate circa 320.000 coronarografie e 160.000 angioplastiche. A queste si aggiungono oltre 14.000 procedure TAVI, più di 2.800 interventi sulle valvole mitrale e tricuspide, 3.000 chiusure dell’auricola sinistra e 5.000 chiusure del forame ovale pervio.
Per la TAVI, procedura mini-invasiva per la sostituzione della valvola aortica, nell’ultimo anno sono stati superati i 14.400 interventi. GISE collega la crescita delle procedure all’invecchiamento della popolazione, all’aumento della stenosi aortica e alla diffusione della tecnica.
«I dati mostrano come la disciplina abbia vissuto negli ultimi anni una delle trasformazioni più profonde di tutta la medicina moderna», afferma Alfredo Marchese, presidente GISE. Secondo Marchese, procedure meno invasive, nuove tecnologie di visualizzazione e intelligenza artificiale stanno modificando la diagnosi e il trattamento delle malattie cardiovascolari e consentono di intervenire anche su pazienti anziani e fragili.
Tra gli sviluppi indicati dalla società scientifica figurano anche i sistemi avanzati di diagnostica per immagini utilizzati durante gli interventi, tra cui IVUS, OCT ed ecografia intracardiaca. «Queste tecnologie ci consentono di “vedere” l’interno delle arterie e delle strutture del cuore con una precisione microscopica, aiutandoci a scegliere la strategia migliore per ogni singolo caso e a ottimizzarne i risultati», spiega Marchese.
GISE segnala inoltre l’ingresso dell’intelligenza artificiale nella pianificazione delle procedure, nell’elaborazione di dati e immagini e nell’identificazione dei pazienti a rischio.
Il tema sarà approfondito durante il congresso nazionale GISE di Milano. Il programma comprenderà le innovazioni nelle procedure valvolari, la diagnostica per immagini utilizzata per guidare gli interventi e le applicazioni dell’intelligenza artificiale, insieme alla presentazione di dati e studi clinici recenti.
Secondo Marchese, la scelta tra cardiochirurgia tradizionale e procedure mini-invasive deve essere definita sulla base delle caratteristiche del singolo paziente, considerando età, anatomia, patologie associate e quadro clinico generale.