Le nuove linee guida 2026 della Società europea di cardiologia (ESC) sullo scompenso cardiaco eliminano la categoria con frazione di eiezione lievemente ridotta e modificano l’inquadramento terapeutico di questi pazienti. Il documento, pubblicato sull’European Heart Journal, sostituisce integralmente le linee guida del 2021 ed è stato elaborato dalla Task Force presieduta da Lars Køber e Marianna Adamo.
La classificazione basata sulla frazione di eiezione comprende ora due fenotipi. Lo scompenso con frazione di eiezione ridotta (HFrEF) è definito da una frazione di eiezione inferiore al 50% con segni e/o sintomi di scompenso. Lo scompenso con frazione di eiezione preservata (HFpEF) comprende invece i pazienti con frazione pari o superiore al 50%, sintomi o segni di scompenso ed evidenze oggettive di alterazioni strutturali o funzionali compatibili con disfunzione diastolica.
La precedente fascia del 41-49% confluisce quindi nell’HFrEF. Questi pazienti diventano candidati alla terapia farmacologica fondazionale prevista per lo scompenso con frazione di eiezione ridotta. «Sappiamo che questi pazienti condividono una fisiopatologia e trattamenti simili a quelli con frazione di eiezione ridotta. Abbiamo quindi deciso di semplificare la classificazione», spiega Adamo.
Le linee guida introducono anche una classificazione per stadi. Lo stadio A comprende le persone a rischio, per esempio in presenza di ipertensione, diabete o obesità, ma senza alterazioni cardiache o sintomi. Lo stadio B identifica il “pre-scompenso”, mentre gli stadi C e D corrispondono rispettivamente allo scompenso sintomatico e avanzato.
Cambia anche la classificazione delle terapie. La terapia medica fondazionale comprende beta-bloccanti, ACE-inibitori/ARNI/ARB, antagonisti dei mineralcorticoidi e SGLT2-inibitori nell’HFrEF, mentre per l’HFpEF comprende antagonisti dei mineralcorticoidi e SGLT2-inibitori. Le altre terapie farmacologiche vengono distinte dai trattamenti interventistici indicati dalle linee guida.
Tra le novità terapeutiche, semaglutide o tirzepatide devono essere considerati nei pazienti sintomatici con HFpEF, frazione di eiezione pari o superiore al 45% e indice di massa corporea di almeno 30 kg/m², indipendentemente dalla presenza di diabete, per ridurre il peso e migliorare capacità di esercizio e qualità di vita. Nei pazienti con diabete di tipo 2 e almeno un ulteriore fattore di rischio cardiovascolare deve essere considerato un agonista recettoriale del GLP-1 per ridurre il rischio di scompenso o morte cardiovascolare.
L’avvio degli SGLT2-inibitori in ospedale dopo la stabilizzazione iniziale diventa una raccomandazione di classe I. Le linee guida rafforzano inoltre le raccomandazioni per i trattamenti dell’amiloidosi cardiaca da transtiretina e indicano l’invio precoce a un centro specializzato per i pazienti a rischio o con scompenso avanzato.
Un altro cambiamento riguarda la terminologia: lo “scompenso acuto” viene sostituito dallo “scompenso decompensato”, per comprendere anche i peggioramenti che si sviluppano progressivamente nell’arco di giorni o settimane.
Il documento rafforza infine il ruolo della prevenzione, della diagnosi precoce e della partecipazione del paziente alla gestione della malattia. L’ESC ha affiancato alle linee guida anche una versione specificamente destinata ai pazienti.
Le line guida complete sono consultabili qui https://doi.org/10.1093/eurheartj/ehag100