La chirurgia di bypass aorto-coronarico (CABG) rappresenta uno dei pilastri del trattamento della cardiopatia ischemica avanzata, ma la sua esecuzione tradizionale tramite sternotomia mediana comporta un impatto significativo sul recupero postoperatorio. La diffusione della chirurgia cardiaca mini-invasiva (MICS) con accesso tramite piccola toracotomia ha alimentato l’interesse per approcci meno traumatici, sebbene finora le prove randomizzate siano state limitate. Il trial MIST, studio internazionale, multicentrico e randomizzato, colma questa lacuna confrontando il recupero riferito dai pazienti sottoposti a MICS CABG rispetto alla CABG convenzionale con sternotomia, in presenza di malattia coronarica multivasale, e analizzando al contempo gli esiti clinici e di sicurezza.
Lo studio, a iniziativa degli sperimentatori, è stato condotto in sette centri distribuiti tra Canada, India, Cina, Germania, Stati Uniti e Giappone, includendo sia ospedali accademici sia strutture comunitarie. I pazienti erano eleggibili se di età pari o superiore a 18 anni, con malattia coronarica multivasale documentata angiograficamente, definita da stenosi pari o superiori al 70% in almeno due vasi epicardici maggiori e in almeno due territori coronarici distinti (discendente anteriore, circonflessa o coronaria destra), oppure da stenosi del tronco comune pari o superiore al 50%. Era inoltre necessario che fossero candidabili sia alla CABG tradizionale sia alla MICS CABG. Sono stati esclusi i pazienti emodinamicamente compromessi, con controindicazioni a uno dei due approcci, con precedenti interventi cardiaci o con necessità di procedure concomitanti.
La randomizzazione, centralizzata e basata su sistema web, è avvenuta con rapporto 1:1 e stratificazione per centro, utilizzando blocchi di quattro e sei pazienti. L’endpoint primario era il recupero fisico riferito dal paziente a 1 mese, misurato tramite il punteggio Physical Component Summary (PCS) del questionario SF-36 a 36 item. L’analisi primaria è stata condotta secondo il principio dell’intention to treat, mentre le analisi di sicurezza hanno seguito il trattamento effettivamente ricevuto. I dati mancanti del questionario a 1 mese sono stati gestiti mediante imputazione multipla. Il trial, registrato su ClinicalTrials.gov (NCT03447938), ha completato l’arruolamento.
Tra il 24 agosto 2018 e il 26 novembre 2024 sono stati arruolati 176 pazienti, di cui 170 randomizzati a MICS CABG (n=86) o a sternotomia CABG (n=84). L’età mediana era di 67 anni (IQR 61–72), con una prevalenza maschile del 91%. A un mese dall’intervento, i punteggi SF-36 PCS risultavano significativamente più elevati nel gruppo MICS CABG rispetto al gruppo sternotomia (media 45,1 [DS 8,0] vs 42,2 [9,1]; differenza media 2,9; IC 95% 0,3–5,5; p=0,031), indicando un recupero fisico più rapido e percepito come migliore dai pazienti sottoposti alla tecnica mini-invasiva. Il follow-up clinico e di sicurezza a 1 mese è stato completato per tutti i pazienti, mentre quello a 12 mesi è stato completato per tutti tranne tre pazienti nel gruppo sternotomia. Fino a 12 mesi dall’intervento non si sono verificati decessi né ictus in nessuno dei due gruppi; un singolo evento cardiaco o cerebrovascolare maggiore si è verificato nel gruppo MICS CABG prima del primo mese, mentre nessuno è stato registrato nel gruppo sternotomia.
Nel complesso, nei pazienti selezionati con malattia coronarica multivasale, la MICS CABG eseguita da team esperti ha determinato un miglioramento significativo del recupero fisico riferito a 1 mese rispetto alla CABG tradizionale, senza evidenziare penalizzazioni in termini di sicurezza fino a 12 mesi. Questi risultati sostengono l’adozione della MICS CABG in pazienti appropriati e trattati da équipe con esperienza specifica, e incoraggiano ulteriori studi dedicati ai percorsi di implementazione, alle modalità di recupero e agli esiti a lungo termine.
Lancet. 2026 Jul 31:S0140-6736(26)01288-2. doi: 10.1016/S0140-6736(26)01288-2.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42537680/