Nei pazienti di 75 anni o più, le evidenze disponibili non supportano la sospensione routinaria della terapia con statine e indicano possibili benefici dal suo proseguimento, anche in presenza di politerapia. È quanto emerge da un’analisi pubblicata su Pharmacy Times, che ha esaminato linee guida e studi sul rapporto rischio-beneficio della terapia ipocolesterolemizzante negli anziani.
La politerapia è frequente nelle fasce di età più avanzate. In media, un adulto di almeno 65 anni assume quattro o più farmaci al giorno, che diventano cinque o più considerando anche gli integratori. In questo contesto, la riduzione del numero di medicinali viene spesso valutata per limitare interazioni ed eventi avversi, ma le evidenze a sostegno della deprescrizione delle statine restano limitate.
Le raccomandazioni dell’American College of Cardiology e dell’American Heart Association indicano che l’interruzione delle statine può essere appropriata nei pazienti con aspettativa di vita inferiore a un anno, con l’obiettivo di ridurre il carico farmacologico e il rischio di interazioni o effetti indesiderati. Per gli anziani con maggiore aspettativa di vita, invece, la decisione deve tenere conto del rischio cardiovascolare complessivo.
Il rischio di eventi cardiovascolari aterosclerotici aumenta con l’età, in particolare nei pazienti con diabete. In uno studio di coorte su persone con diabete di tipo 2 senza malattia cardiovascolare aterosclerotica conclamata, l’incidenza media di infarto miocardico nei soggetti di almeno 75 anni è risultata pari a 25,6 per 1.000 persone-anno, rispetto a 11,3 per 1.000 persone-anno nei coetanei senza diabete.
Le conseguenze dell’interruzione possono risultare più rilevanti nei pazienti con malattia cardiovascolare conclamata. In uno studio condotto in Danimarca tra il 2011 e il 2016, la sospensione delle statine è stata associata a un evento cardiovascolare maggiore aggiuntivo ogni 77 pazienti per anno in prevenzione secondaria e ogni 122 pazienti per anno in prevenzione primaria.
Un’analisi italiana del 2021, condotta su 29.047 pazienti anziani in politerapia, con un’età media di 76,5 anni, ha inoltre osservato un’associazione tra interruzione delle statine e aumento del rischio di ricovero per scompenso cardiaco, di eventi cardiovascolari e dell’esito combinato di morte o accesso al pronto soccorso per qualsiasi causa.
Secondo l’analisi pubblicata da Pharmacy Times, gli studi disponibili non forniscono quindi prove sufficienti per raccomandare la sospensione di routine delle statine negli over 75 in prevenzione primaria o secondaria. Le evidenze suggeriscono invece un possibile beneficio dal proseguimento della terapia, soprattutto nei pazienti con rischio cardiovascolare elevato.