La Società Italiana di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza (SINPIA) interviene nel dibattito sulla proposta di modifica della normativa sull'imputabilità dei minori richiamando la necessità di un confronto fondato sul rigore scientifico e sulla corretta interpretazione dei dati, e ponendo tre questioni centrali: la valutazione individuale della capacità di intendere e di volere, il rischio di disuguaglianze nell'accesso alla prova specialistica, e la necessità di una risposta integrata che affianchi alla questione della punibilità quella della prevenzione, della cura e del recupero.
La SINPIA richiama preliminarmente la necessità di una lettura rigorosa dei dati. Antonella Costantino, Past President SINPIA, precisa: "Il dibattito pubblico sui cosiddetti 'baby killer' è stato talvolta alimentato da letture non corrette, un'analisi rigorosa mostra come non vi siano evidenze di un aumento tale da giustificare rappresentazioni allarmistiche. Le politiche pubbliche devono fondarsi su dati affidabili, raccolti con metodologie omogenee e interpretati nel contesto delle numerose variabili demografiche, sociali e culturali che influenzano questi fenomeni."
Il profilo clinico dei minori che entrano nei circuiti della giustizia è di complessità elevata. Salvatore Ferdinando Aruta, coordinatore della sezione giovani SINPIA, spiega: "I dati europei documentano una vera e propria emergenza di salute mentale in età evolutiva: in Italia, le stime indicano che circa il 10-20% di bambini e adolescenti soffre di disturbi neuropsichici. Tra i giovani coinvolti nei sistemi della giustizia minorile il quadro è ancora più complesso: la letteratura documenta che tra il 50% e l'80% presenta uno o più disturbi psichiatrici."
Rosamaria Siracusano, coordinatore della sezione di psichiatria dell'età evolutiva SINPIA, aggiunge la dimensione socioambientale: "Non può essere trascurata l'evidenza che una quota rilevante dei minori coinvolti in procedimenti penali proviene da contesti di svantaggio socioeconomico, spesso caratterizzati da eventi di vita avversi. La letteratura scientifica documenta come i fattori socio-ambientali sfavorevoli aumentino il rischio sia di sviluppare disturbi neuropsichici sia di mettere in atto comportamenti antisociali, favorendo più facilmente l'ingresso nei circuiti della giustizia e consolidando percorsi di esclusione anziché interromperli."
Sul piano neuroscientifico, la SINPIA ricorda che la maturazione emotiva, il controllo degli impulsi, la comprensione delle conseguenze delle proprie azioni e la consapevolezza del significato del proprio comportamento non dipendono unicamente dall'età anagrafica. La capacità di intendere e di volere si sviluppa gradualmente lungo un arco temporale che si estende ben oltre l'adolescenza. Per questo motivo, la valutazione deve continuare a fondarsi su un accertamento individuale, evitando automatismi che rischiano di non cogliere la complessità del percorso evolutivo.
Elisa Fazzi, Presidente SINPIA, inquadra la posizione complessiva della società scientifica: "La nostra società scientifica ritiene che tali riflessioni pongano questioni importanti e condivisibili, soprattutto laddove richiamano la necessità che ogni eventuale riforma sia sostenuta da solide evidenze scientifiche e accompagnata da un rafforzamento degli strumenti di prevenzione, cura e tutela dei minori."
La SINPIA sottolinea che nessuna modifica della disciplina può da sola risolvere un problema così complesso. La tutela delle vittime, la sicurezza della collettività e il recupero del minore autore di reato non sono obiettivi alternativi, ma devono procedere insieme, attraverso il potenziamento della rete tra Servizi di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza, Servizi Sociali, scuola e Autorità Giudiziaria minorile. La letteratura scientifica internazionale documenta che la prevenzione e l'intervento precoce rappresentano gli strumenti più efficaci per ridurre il rischio di comportamenti antisociali, interrompere i meccanismi di marginalizzazione e prevenire la recidiva.
La SINPIA chiede infine che il confronto parlamentare coinvolga stabilmente le società scientifiche, la magistratura minorile, il mondo della scuola e i servizi sanitari e sociali, in un approccio realmente integrato e fondato sulle evidenze.