Sono oltre 6.200 i pazienti trattati con adroterapia al CNAO (Centro Nazionale di Adroterapia Oncologica) di Pavia dall'avvio dell'attività clinica. La struttura è uno degli otto centri al mondo dotati sia di protoni sia di ioni carbonio e si conferma centro di riferimento internazionale in un ambito terapeutico in cui la disponibilità di strutture rimane estremamente limitata.
Protoni e ioni carbonio rilasciano la dose massima di energia al termine del loro percorso nel tessuto con una caduta rapida oltre il bersaglio, consentendo di erogare dosi elevate al volume tumorale con risparmio significativo dei tessuti sani circostanti.
Gianluca Vago, Presidente del CNAO e Direttore del Dipartimento di Oncologia e Emato-Oncologia dell'Università Statale di Milano, descrive il vantaggio fisico e radiobiologico della tecnologia: "L'adroterapia con ioni carbonio è parte fondamentale della strategia di cura di diversi tumori, grazie all'elevata capacità di superare la radioresistenza. In particolare, gli ioni carbonio interagiscono con la molecola del DNA determinando danni multipli e complessi, per cui la cellula tumorale radioresistente non riesce più a ripararsi. Oltre 6.200 pazienti sono stati trattati al CNAO e l'esperienza maturata rende il centro una delle strutture leader nel mondo."
In Italia si stimano circa 5.000 nuovi casi di sarcoma ogni anno. Maria Rosaria Fiore, Direttore dell'Unità di Radioterapia Oncologica del CNAO, illustra le specificità cliniche: "I sarcomi vengono spesso scoperti quando sono già in fase avanzata e coinvolgono aree anatomiche complesse. In questi casi, operare con ampi margini è impossibile senza causare gravi danni al paziente. La svolta per questi pazienti è rappresentata dagli ioni carbonio, capaci di agire con una selettività millimetrica nel rilascio della dose, colpendo il tumore con la massima dose e risparmiando i tessuti sani."
Con circa 400 nuove diagnosi annue in Italia, il melanoma oculare è oggi trattato con protonterapia come standard per evitare l'enucleazione. Al CNAO sono stati trattati oltre 600 pazienti dal 2016, con controllo locale superiore al 90%, in linea con le migliori statistiche mondiali.
Con circa 9.000 nuove diagnosi annue, i tumori testa-collo comprendono istotipi radioresistenti che richiedono dosi non erogabili con fotoni. Nel carcinoma spinocellulare dell'orofaringe HPV-associato, diversi studi prospettici e uno studio randomizzato documentano riduzione degli effetti collaterali e miglioramento della qualità di vita con controllo tumorale almeno equivalente rispetto ai fotoni.
In oncologia pediatrica, circa 2.300 nuovi casi/anno in Italia, metà tumori solidi, l'obiettivo primario affianca alla guarigione la minimizzazione degli effetti tardivi: deficit cognitivi, ritardi della crescita, tumori radioindotti. Una metanalisi ha documentato un migliore mantenimento delle funzioni neurocognitive nei bambini con tumori del SNC trattati con protonterapia rispetto ai fotoni. Al CNAO vengono trattati circa 60 pazienti pediatrici all'anno.
Conclude Fiore: "Nel contesto della re-irradiazione, l'adroterapia offre un potenziale vantaggio rispetto alla radioterapia convenzionale grazie alla distribuzione di dose più conformata, che permette un migliore risparmio degli organi a rischio precedentemente irradiati. Sebbene le evidenze siano in continua evoluzione, i risultati disponibili suggeriscono un profilo di efficacia e sicurezza favorevole in pazienti accuratamente selezionati."