L’influenza aviaria H5N1 ad alta patogenicità si estende nell’Australia continentale. Dopo i primi casi confermati nell’Australia Occidentale, un nuovo caso è stato segnalato nell’Australia Meridionale, inducendo le autorità a rafforzare la sorveglianza sulla fauna selvatica e sugli allevamenti.
Il nuovo caso riguarda un uccello migratore risultato positivo al virus. Secondo quanto riportato da Reuters, le autorità australiane hanno intensificato i controlli nelle aree considerate a rischio, con sorveglianza sul campo, indagini con droni e aumento della frequenza dei test.
La ministra federale dell’Agricoltura Julie Collins ha precisato che al momento non vi è una minaccia per la popolazione. Ha inoltre ribadito che carne avicola e uova, se preparate normalmente, sono sicure per il consumo.
L’Australia era rimasta finora l’unico continente senza casi confermati di H5N1 altamente patogeno sulla terraferma, anche se il virus era stato rilevato nel 2025 nell’isola subantartica di Heard, territorio australiano remoto. L’arrivo del virus nel continente è quindi considerato un passaggio rilevante per la sorveglianza veterinaria e sanitaria.
Nell’Australia Occidentale sono stati segnalati ulteriori casi sospetti dopo numerose notifiche di uccelli malati o morti. Le autorità locali hanno inviato campioni per la conferma diagnostica e si attendono nuovi esiti.
La conferma dei casi ha avuto anche effetti commerciali. La Papua Nuova Guinea ha sospeso temporaneamente le importazioni di prodotti avicoli australiani, misura poi revocata con alcune limitazioni. Secondo Reuters, i due Paesi stanno continuando a collaborare sulla gestione della situazione.
Le autorità australiane hanno ricordato che le infezioni umane da influenza aviaria restano rare. La diffusione globale dell’H5N1 ha tuttavia avuto un impatto rilevante su allevamenti, fauna selvatica e filiere avicole in diversi Paesi, rendendo centrale il rafforzamento della biosicurezza, dei test e della sorveglianza.