La definizione di marcatori clinici e microbiologici in grado di identificare precocemente i pazienti a rischio di leptospirosi fatale rimane incompleta, con ricadute sulla stratificazione del rischio, sulla sorveglianza genomica e sulla risposta di sanità pubblica nelle aree endemiche. Un ampio studio prospettico multicentrico condotto in Thailandia tra il 2015 e il 2024 contribuisce a colmare questa lacuna, delineando un quadro più nitido dei fattori predittivi di esito infausto e del ruolo delle linee patogenetiche di Leptospira.
La coorte comprendeva pazienti ospedalizzati con sospetta leptospirosi; 459 casi sono stati confermati in laboratorio e, tra questi, 25 pazienti (5,4%) sono deceduti durante il ricovero. L’analisi multivariata ha evidenziato tre predittori indipendenti di mortalità: età avanzata, livelli più elevati di bilirubina totale e una leptospiremia più alta. L’integrazione di questi parametri in un modello combinato ha mostrato una buona capacità discriminativa, suggerendo la possibilità di una valutazione precoce del rischio basata su variabili facilmente disponibili nella pratica clinica.
Parallelamente, è stata condotta un’analisi genomica mediante sequenziamento mirato direttamente su campioni clinici e sequenziamento dell’intero genoma sugli isolati disponibili. Leptospira interrogans è risultata la specie predominante, con il gruppo clonale 272, sequence type 34, come linea maggiormente rappresentata. Quest’ultima è stata identificata in tutti i pazienti con esito fatale per i quali erano disponibili dati genomici, suggerendo un possibile contributo della linea patogenetica alla severità della malattia.
Nel complesso, i risultati sostengono l’integrazione tra predittori clinici e carica patogena per una stratificazione del rischio tempestiva e più accurata. Inoltre, evidenziano il valore aggiunto della sorveglianza genomica nelle aree endemiche, sia per comprendere la circolazione delle linee patogenetiche sia per orientare strategie di prevenzione e risposta sanitaria.
Emerg Infect Dis. 2026 Jul;32(7):1094-1103. doi: 10.3201/eid3207.260014.
https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/42365962/