La spesa farmaceutica complessiva in Italia ha raggiunto 39,3 miliardi di euro nel 2025, con un aumento del 6% rispetto all’anno precedente. La componente pubblica è salita a 28,4 miliardi, pari al 72,2% del totale e al 20% della spesa sanitaria pubblica. Sono i dati del Rapporto OsMed 2025 “L’uso dei farmaci in Italia”, pubblicato dall’Agenzia italiana del farmaco.
Il Rapporto registra circa 1,9 miliardi di confezioni dispensate nell’assistenza territoriale pubblica e privata. Il 66,9% degli assistiti ha ricevuto almeno una prescrizione. La spesa sostenuta direttamente dai cittadini ha raggiunto 10,7 miliardi di euro, in crescita del 7,5%.
Tra gli anziani emerge il peso della politerapia. Nel 2025 il 97,2% degli ultrasessantacinquenni ha ricevuto almeno una prescrizione. Il 67,7% ha assunto contemporaneamente almeno cinque farmaci, mentre il 27,9% è stato esposto a dieci o più medicinali. La politerapia cronica, definita come l’assunzione di almeno cinque farmaci diversi per sei mesi nell’arco dell’anno, ha interessato il 33,2% degli anziani.
In età pediatrica il 46,3% della popolazione, pari a circa 4,1 milioni di bambini e adolescenti, ha assunto almeno un farmaco. Gli antinfettivi per uso sistemico restano la categoria più utilizzata, nonostante una riduzione dei consumi del 21,9%.
Aumentano invece gli psicofarmaci. La prevalenza d’uso nella popolazione con meno di 18 anni ha raggiunto lo 0,64%, con una crescita del 12,1% rispetto al 2024. I consumi risultano triplicati dal 2016. Gli incrementi maggiori riguardano metilfenidato, aumentato del 28,9%, aripiprazolo del 14,6%, risperidone del 13,3% e sertralina del 9,6%. Aifa precisa che il consumo italiano rimane inferiore rispetto a quello rilevato in altri Paesi.
Il focus sui farmaci respiratori pediatrici rileva una prevalenza d’uso del 17,8%, quasi doppia rispetto alla prevalenza epidemiologica dell’asma, pari al 9%. Secondo Aifa, lo scostamento può indicare un ricorso improprio alle prescrizioni per infezioni respiratorie acute non asmatiche e richiede un rafforzamento della formazione rivolta ai pediatri di libera scelta.
Sul fronte degli antibiotici, i consumi degli antibatterici sistemici nell’assistenza convenzionata sono diminuiti del 7,9%, con una riduzione della spesa dell’8,6%. Negli acquisti delle strutture sanitarie pubbliche si registra invece un aumento del 2,4%.
Cresce infine l’impatto dei farmaci per il diabete e la gestione del peso. La spesa per gli antidiabetici ha raggiunto 1,59 miliardi di euro, con un incremento del 34,9%. Per semaglutide e tirzepatide i consumi in fascia C sono aumentati dell’85,7% e la spesa del 75,8%. Semaglutide ha determinato una spesa di 430 milioni a carico del Servizio sanitario nazionale e di 162,7 milioni in fascia C. Per tirzepatide la spesa privata in classe A ha raggiunto 225,5 milioni, mentre quella sostenuta dal Ssn è stata pari a 123,4 milioni.