Contenere un focolaio di morbillo può costare oltre 5 milioni di dollari. È quanto emerge da uno studio pubblicato su "Annals of Internal Medicine", che ha stimato in quasi 5,4 milioni di dollari il costo complessivo dell'epidemia verificatasi nel 2025 in New Mexico. I dati mostrano come l'impatto economico della malattia vada ben oltre le cure mediche, coinvolgendo le attività di sanità pubblica, le campagne vaccinali e le perdite di produttività legate ai periodi di isolamento. L'analisi, realizzata dai ricercatori del Dipartimento della Salute del New Mexico e dei Centers for Disease Control and Prevention (Cdc), ha preso in esame il focolaio che ha coinvolto 100 casi confermati, pari a un costo medio superiore ai 53mila dollari per paziente. Nel calcolo sono stati inclusi non solo i 57 adulti e i 43 bambini infettati, ma anche 205 persone esposte e poste in quarantena e 133 operatori della sanità pubblica impegnati nella gestione dell'emergenza.
Il focolaio era iniziato nel gennaio 2025 in una comunità del Texas caratterizzata da una bassa copertura vaccinale, per poi estendersi il mese successivo oltre il confine, nel New Mexico. L'epidemia è stata dichiarata conclusa dai Cdc nel settembre dello stesso anno. Secondo lo studio, la quota maggiore della spesa, circa 3,2 milioni di dollari, è stata assorbita dalla risposta della sanità pubblica. Di questi, circa 2,1 milioni sono stati destinati alle attività di vaccinazione, comprese le campagne di immunizzazione, il tracciamento dei contatti e gli interventi di contenimento. I costi sanitari diretti sono stati invece stimati in circa 290mila dollari. La voce principale è rappresentata dai sette ricoveri ospedalieri, costati complessivamente 238mila dollari, ai quali si aggiungono 79 visite ambulatoriali per 32mila dollari e oltre 1.200 test di laboratorio, per una spesa di circa 20mila dollari. Un peso rilevante è arrivato anche dalle conseguenze indirette dell'epidemia. Le assenze dal lavoro dei pazienti adulti, dei genitori dei bambini malati, delle persone costrette alla quarantena e il decesso di un paziente hanno determinato una perdita di produttività stimata in quasi 1,6 milioni di dollari.
Gli autori sottolineano che il costo reale potrebbe essere ancora più elevato. Nelle stime, infatti, non sono stati inclusi alcuni oneri, come l'acquisto di farmaci da banco o le spese di viaggio sostenute dalle famiglie per ricevere assistenza. Lo studio arriva mentre negli Stati Uniti il morbillo è tornato a crescere. Nel 2026 sono già stati confermati oltre 2.300 casi, superando il totale registrato nell'intero 2025 e raggiungendo il livello annuale più alto degli ultimi 35 anni, in un contesto caratterizzato dal progressivo calo delle coperture vaccinali. In un editoriale pubblicato sull'"American Journal of Public Health", Katherine Wells, esperta di sanità pubblica di Lubbock e non coinvolta nello studio, evidenzia come ogni caso di morbillo generi una catena di esposizioni, interventi e disagi per il sistema sanitario. Secondo Wells, finché non verrà considerato il costo complessivo dei focolai, e non soltanto il numero dei casi, il loro impatto continuerà a essere sottovalutato, così come il valore dei programmi di prevenzione e vaccinazione.