Nasce il primo registro nazionale italiano dedicato ai pazienti con lupus eritematoso sistemico (LES). Il progetto LUNET (LUpus eritematoso sistemico NETwork) è stato presentato durante la III edizione del Congresso di Immunologia Clinica della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica (SIAAIC), in corso a Bari. L'obiettivo è raccogliere dati clinici e di laboratorio dei pazienti con LES, aumentare le conoscenze sulla malattia e realizzare la prima mappa epidemiologica nazionale della sua distribuzione.
Secondo la SIAAIC, in Italia convivono con il lupus circa 23.000 persone. La patologia, definita spesso "la malattia dai mille volti", può interessare pelle, articolazioni, reni, cuore e sistema nervoso e presenta manifestazioni cliniche molto variabili, che contribuiscono a ritardarne la diagnosi. Il comunicato riferisce che l'identificazione della malattia avviene spesso 4-6 anni dopo la comparsa dei primi sintomi, con il rischio di danni permanenti agli organi.
"Il registro, promosso dalla SIAAIC, ha l'obiettivo di raccogliere dati clinici e di laboratorio su tutti i pazienti con LES, aumentare la conoscenza degli aspetti ancora non noti della malattia e costruire la prima mappa epidemiologica nazionale della sua distribuzione regionale", afferma Vincenzo Patella, presidente della SIAAIC.
Nel comunicato viene ricordato che il lupus colpisce soprattutto le donne giovani e che la sua insorgenza è probabilmente legata all'interazione tra predisposizione genetica e fattori ambientali, tra cui stimoli ormonali, infezioni virali ed esposizione alla luce solare.
Secondo Eustachio Nettis, presidente del congresso e direttore della Clinica Allergologica Universitaria del Policlinico di Bari, il registro potrà contribuire a migliorare la capacità diagnostica e consentire di valutare, nella pratica clinica, l'efficacia delle terapie disponibili, tra cui belimumab e anifrolumab, che, se utilizzate precocemente, possono favorire un controllo ottimale della malattia fino alla remissione clinica.
Nel corso del congresso è stato affrontato anche il tema delle immunodeficienze primitive e secondarie. Gli esperti hanno ribadito il ruolo delle immunoglobuline come terapia essenziale e la necessità di garantire un accesso uniforme ai trattamenti su tutto il territorio nazionale.