Tutte le sostanze stupefacenti devono essere considerate a tutti gli effetti fattori di rischio cardiovascolare. È questo il messaggio lanciato dal 57° Congresso Nazionale di Cardiologia dell'ANMCO, in corso a Rimini, dove gli esperti hanno proposto una nuova categoria diagnostica: la "malattia cardiovascolare da sostanze d'abuso".
L'obiettivo è chiaro: riconoscere il legame diretto tra uso di droghe e patologie cardiache, rafforzare la consapevolezza del rischio e migliorare le strategie di prevenzione. Cocaina, eroina, ma anche la cannabis, spesso ritenuta innocua, sono associate a un ampio spettro di complicanze: alterazioni della pressione arteriosa, infarto, ictus, insufficienza cardiaca, dissezione aortica e aritmie anche fatali.
"L'impatto dell'uso di sostanze sulle patologie cardiovascolari rappresenta un problema clinico reale, sottostimato e ancora insufficientemente riconosciuto e indagato", ha dichiarato il prof. Domenico Gabrielli, Presidente della Fondazione per il Tuo Cuore e Direttore della Cardiologia dell'Ospedale San Camillo di Roma. "Le sostanze d'abuso non rappresentano soltanto un comportamento a rischio, ma possono incidere direttamente sulla comparsa e sull'evoluzione delle malattie cardiovascolari, modificandone caratteristiche cliniche e prognosi." Il rischio, avverte l'esperto, non riguarda solo i consumatori abituali: "anche un uso occasionale può essere sufficiente a scatenare eventi acuti, perfino in giovani apparentemente sani. Alcol e tabacco incrementano il rischio di complicanze acute."
"Il danno cardiovascolare da sostanze — prosegue Gabrielli — può manifestarsi in forma acuta o cronica e può essere sintomatico o svilupparsi nel tempo in maniera subclinica." I segnali da non sottovalutare sono dolore toracico, palpitazioni, mancanza di respiro e perdita di coscienza. In questi casi è fondamentale rivolgersi subito a un medico, dichiarando l'eventuale assunzione di sostanze, "perché la gestione terapeutica può essere differente". La buona notizia è che esiste "la possibilità di una guarigione completa se non si sono instaurati danni permanenti", a patto di cessare l'uso. "La reale incidenza delle malattie cardiovascolari da sostanze è sottostimata; tuttavia, il trend è in aumento in relazione alla crescente diffusione dell'uso di droghe e alla disponibilità di sostanze sempre più potenti."
"Non vanno infine sottovalutati — conclude Gabrielli — i rischi cardiaci associati all'uso di alcol ed Energy Drink. La prevenzione resta l'arma più efficace."
In questo contesto nasce il progetto "Cuore e droghe. Un cuore per amico", promosso dalla Fondazione per il Tuo Cuore dell'ANMCO. L'iniziativa rientra in un protocollo d'intesa firmato con il Ministero dell'Istruzione e del Merito e ha l’obiettivo di prevenire il danno prima che si manifesti, aiutando i giovani a compiere scelte consapevoli.
"Tale iniziativa mira a portare nelle scuole interventi educativi, informativi e formativi finalizzati alla prevenzione dei rischi cardiovascolari e in generale per la salute connessi al consumo di sigarette, alcol e sostanze psicoattive", spiega il dott. Francesco Ciccirillo coordinatore nazionale del progetto. "L'educazione e la diffusione del concetto di 'malattie cardiache da droga' sono strumenti fondamentali per aumentare la consapevolezza contrastare la disinformazione, riconoscere precocemente i segnali di allarme, favorire l'accesso tempestivo alle cure e promuovere comportamenti salutari fin dall'adolescenza."
L'appello finale di Ciccirillo è diretto: "riconoscere il ruolo delle sostanze d'abuso nelle malattie cardiovascolari è essenziale per affrontare una problematica in crescita e per proteggere la salute, soprattutto delle nuove generazioni." Un ruolo chiave spetta anche ai medici di medicina generale e ai servizi per le dipendenze, "chiamati a riconoscere precocemente i segnali di rischio e indirizzare i pazienti verso percorsi di cura e riabilitazione multidisciplinari."