Il focolaio di meningite da meningococco B nel Kent, con 34 casi accertati o probabili e 2 decessi, riporta l’attenzione sulla copertura vaccinale degli adolescenti in Italia e sulla disomogeneità dell’offerta del vaccino MenB.
«Un focolaio simile a quello britannico non può essere escluso anche in Italia», ha dichiarato Paolo Bonanni, professore di Igiene all’Università degli Studi di Firenze e coordinatore scientifico del Calendario Vaccinale per la Vita. «Per questo chiediamo da tempo un aggiornamento del Calendario nazionale delle vaccinazioni. Dobbiamo garantire a tutti i ragazzi una protezione equa e omogenea. L’inserimento del vaccino contro il meningococco B in età adolescenziale nei LEA non è più rinviabile».
In Italia si registrano in media circa 150 casi di meningite ogni anno. Dopo un calo durante la pandemia, si osserva un aumento successivo. Il dato, secondo Bonanni, è probabilmente sottostimato. Alcune forme possono presentarsi in modo atipico e sfuggire alla diagnosi. «Abbiamo sistemi di sorveglianza affidabili, sia routinari sia specifici per il meningococco, che ci permettono di seguire l’andamento della malattia nel tempo, anche se non di quantificare con precisione assoluta tutti i casi».
La meningite colpisce soprattutto i bambini sotto i 5 anni, ma una quota rilevante riguarda gli adolescenti. Questa fascia è più esposta e rappresenta anche un importante vettore di trasmissione. I principali sierogruppi sono A, C, W, Y e B. Per i primi quattro è disponibile un vaccino quadrivalente, somministrato dal secondo anno di vita con richiamo tra i 12 e i 16 anni.
Il meningococco B è tra i sierogruppi più diffusi. Il vaccino è somministrato nei primi mesi di vita. La copertura in età adolescenziale resta però disomogenea sul territorio. Il vaccino non è incluso nei LEA per questa fascia d’età.
La vaccinazione gratuita è garantita in 14 regioni su 21. Non è prevista in Toscana, Piemonte, Valle d’Aosta, Umbria, Abruzzo e in parte della Sardegna. In Friuli Venezia Giulia e nella Provincia autonoma di Bolzano è offerta solo su richiesta. Le altre regioni la finanziano con risorse proprie.
Secondo Bonanni, questa frammentazione espone il Paese a un rischio concreto e richiede un intervento uniforme. «Dobbiamo proteggere i nostri ragazzi su tutto il territorio nazionale e con le stesse modalità».