Una meta-analisi pubblicata su Clinical Nutrition suggerisce che la dieta chetogenica può determinare miglioramenti metabolici e ormonali a breve termine nelle donne con sindrome dell'ovaio policistico (PCOS), sebbene l'elevata eterogeneità degli studi e i dati limitati a lungo termine richiedano un'interpretazione cauta.
La dieta chetogenica (KD) è caratterizzata da elevato apporto di grassi, consumo moderato di proteine e basso apporto di carboidrati. L'evidenza suggerisce che l'adesione alla KD induce chetosi nutrizionale e chetogenesi, migliorando la sensibilità insulinica e favorendo la perdita di peso e massa grassa. Dato che sia la PCOS che il diabete di tipo 2 presentano insulino-resistenza, la KD potrebbe rappresentare un intervento terapeutico, sebbene rimanga incerto il contributo relativo della restrizione dei carboidrati rispetto alla perdita di peso in sé.
I ricercatori hanno incluso nella revisione sistematica 15 studi: otto studi di coorte, cinque trial randomizzati controllati, una serie di casi e un case report condotti in Europa, Asia e Americhe. La meta-analisi ha incluso 10 studi. In tutti gli studi, il BMI medio superava 25 kg/m².
L'analisi primaria ha dimostrato miglioramenti significativi in molteplici outcome antropometrici dopo KD. BMI, peso corporeo e circonferenza vita sono diminuiti sostanzialmente rispetto al basale, sebbene l'eterogeneità fosse elevata. Gli outcome metabolici sono migliorati, con riduzioni significative di colesterolo totale, colesterolo LDL e trigliceridi. Il colesterolo HDL è aumentato dopo KD, ma questo cambiamento non era statisticamente significativo.
Gli outcome endocrinologici hanno mostrato riduzioni dei livelli di ormone luteinizzante (LH) e testosterone, mentre i livelli di ormone follicolo-stimolante (FSH) sono rimasti sostanzialmente invariati. Le misure di insulino-resistenza, inclusi HOMA-IR e livelli di insulina, sono diminuite significativamente, sebbene le dimensioni dell'effetto variassero ampiamente e apparissero influenzate dallo stato metabolico basale e dal grado di perdita di peso.
Nelle analisi secondarie che confrontavano la KD con altri interventi dietetici, la dieta chetogenica è risultata associata a maggiori riduzioni di BMI, circonferenza vita e peso corporeo. I livelli di trigliceridi e colesterolo totale erano inferiori nel gruppo KD, mentre i livelli di HDL e LDL erano simili tra le diete. Tra gli outcome ormonali, i livelli di LH sono diminuiti e i livelli di FSH leggermente aumentati nel gruppo KD, mentre i livelli di testosterone non differivano tra i gruppi. L'HOMA-IR si è ridotto significativamente con la KD, sebbene i livelli di insulina aggregati non differissero e mostrassero sostanziale eterogeneità.
Nel complesso, i risultati indicano che la dieta chetogenica può migliorare gli outcome antropometrici, metabolici e alcuni outcome endocrinologici nelle donne con PCOS, in particolare tra quelle con sovrappeso o obesità. Molti di questi benefici sono probabilmente mediati dalla perdita di peso e dal miglioramento della sensibilità insulinica, piuttosto che dalla chetosi da sola, e potrebbero non tradursi direttamente in outcome riproduttivi o di fertilità a lungo termine.
I risultati suggeriscono che la dieta chetogenica possa essere un'opzione dietetica promettente per pazienti selezionate con PCOS, ma è necessaria un'interpretazione cauta. Saranno necessari ampi trial randomizzati controllati, ben disegnati e a lungo termine per confermare i dati.